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Cassa Geometri, incarichi legali sempre agli stessi. Anac: violate legge e buona amministrazione

Non potevo non rimbalzare questa importante pagina che ho appena sfornato sul sito Geomobilitati.

Abbiamo il dovere di rimbalzare le conclusioni dell’istruttoria di Anac, nei confronti della Cassa di Previdenza dei Geometri. L’Autorità afferma: “l’operato di Cassa Geometri appare in distonia con i principi di buon andamento e di imparzialità fissati dall’articolo 97 della Costituzione”.

…scrive: Passando poi all’esame degli incarichi legali del periodo 2017-2021, emerge la sistematica ricorrenza di quattro affidatari, a cui sono stati attribuiti anche più di 200 incarichi l’anno, per valori ricompresi fra i 2.000 e i 10.000 euro a incarico.

….e ancora: Per capire il livello di concentrazione degli incarichi agli stessi soggetti, va ricordato che i primi due avvocati per commesse ricevute, hanno ottenuto rispettivamente 802 e 718 incarichi nel quinquennio preso in esame da Anac, ciascuno dei quali con un valore di fattura ricompreso fra i 2000 e i 10.000 euro …..da moltiplicare indicativamente per 750 incarichi.

 

Raccomandando all’attenzione l’iscritto Geometra che, votando, è in grado di imporre nuove strategie dirigenziali, lo invitiamo a farsi una domanda: perchè la Cassa Geometri ha così tanto bisogno di ricorrere ai legali ?

 

link al sito ANAC

Il principio di rotazione degli incarichi

Troppi incarichi e servizi legali affidati sempre agli stessi avvocati, violando il principio di rotazione e creando posizioni di vantaggio in capo a un numero ristretto di legali, selezionati discrezionalmente.

Sono queste le conclusioni dell’istruttoria di Anac nei confronti della Cassa di Previdenza dei Geometri, sottoposta a vigilanza dopo una serie di segnalazioni giunte all’Autorità.

Dall’indagine sono emersi profili di criticità e anomalie nell’affidamento degli incarichi legali, e l’assenza di una short list da cui attingere i nominativi dei professionisti cui conferire gli incarichi, in base a criteri prestabiliti, creando così un’eccessiva
discrezionalità in capo ai vertici della Cassa Geometri.

L’istruttoria Anac

Nella sua istruttoria Anac ha innanzitutto chiarito che Cassa Geometri, pur definendosi un ente di diritto privato a base associativa, in realtà presenta tutti i requisiti richiesti dalla legge, ai fini della sussistenza della natura giuridica di organismo di diritto pubblico, con conseguente sottoposizione al Codice degli Appalti nella sua attività contrattuale.

Passando poi all’esame degli incarichi legali del periodo 2017-2021, emerge la sistematica ricorrenza di quattro affidatari, a cui sono stati attribuiti anche più di 200 incarichi l’anno, per valori ricompresi fra i 2.000 e i 10.000 euro a incarico.

L’Autorità ha fatto presente che “rientra nelle migliori pratiche per l’affidamento dei servizi legali la costituzione di elenchi di professionisti, eventualmente suddivisi per settori di competenza. Una sorta di short list cui attingere, da crearsi prioritariamente dopo aver pubblicizzato sul sito istituzionale dell’ente la selezione, al fine di garantire la massima trasparenza e l’ampiezza della scelta”.

Le decisioni della Cassa Geometri

Cassa dei Geometri, invece, non ha fatto nulla di tutto questo. Ha invece creato un’eccessiva discrezionalità demandata al direttore generale e ai membri del Cda, conferendo gli incarichi “mediante un procedimento inidoneo a garantire una scelta trasparente, imparziale e orientata a perseguire nel modo più opportuno l’interesse pubblico”. Non è sufficiente indicare – sottolinea Anac – che l’avvocato è scelto per competenza e esperienza.

L’Autorità Nazionale Anticorruzione, infine, contesta a Cassa dei Geometri di non aver rispettato l’equa ripartizione degli incarichi. “Dalla documentazione esaminata – scrive Anac – emerge invece l’assoluta frequente ricorrenza degli stessi legali, i quali singolarmente hanno sommato in un ristretto periodo di tempo un cospicuo numero di affidamenti, tutti del valore sotto soglia, consolidando così da parte di Cassa dei Geometri ben precisi rapporti solo con alcuni di essi, determinando ingiustificate rendite di posizione in favore di un numero ristretto di professionisti, a scapito dei principi di economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza, proporzionalità e pubblicità”.

Per capire il livello di concentrazione degli incarichi agli stessi soggetti, va ricordato che i primi due avvocati per commesse ricevute, hanno ottenuto rispettivamente 802 e 718 incarichi nel quinquennio preso in esame da Anac, ciascuno dei quali con un valore di fattura ricompreso fra i 2000 e i 10.000 euro.

Per questo – conclude l’Autorità – “l’operato di Cassa Geometri appare in distonia con i principi di buon andamento e di imparzialità fissati dall’articolo 97 della Costituzione”.

Di seguito il parere nella sua interezza.

parere per esteso


il 09/09/2022, sul sito della Cassa Geometri, compare questa replica. Io credo di essere impertinente, quindi dovrei stare zitto, ma mi pare che impertinenti lo siano stati anche i dirigenti cassa. vedi di seguito.
richiamo al link cassa geometri
immagine dell’articolo sul sito cassa geometri

Cassa Geometri contesta l’operato dell’Anac e il fuorviante comunicato

La Cassa ha sempre agito nel rispetto delle leggi e del principio di buona amministrazione.

“L’Autorità svolga il suo ruolo. La vigilanza non può arrivare a contestare agli enti violazioni sulla scorta di linee guida che vanno addirittura oltre i principi europei in materia di appalti pubblici”. Interviene con questa dichiarazione il Presidente di Cassa Geometri in risposta al comunicato dell’ANAC.

La Cassa Geometri, in relazione al procedimento avviato dall’ANAC sulle modalità di conferimento dei contratti di servizi legali e degli incarichi di rappresentanza in giudizio, anche al fine di evitare spiacevoli fraintendimenti legati alla infelice “titolazione” della comunicazione riportata nel sito dell’Autorità (“Cassa Geometri, incarichi legali sempre agli stessi. Anac: violate legge e buona amministrazione”), precisa quanto segue.

1. L’ANAC ha formulato alla Cassa Geometri una richiesta di informazioni relativamente alle modalità interne di affidamento (a) dei contratti di servizi legali e (b) degli incarichi di rappresentanza e difesa in giudizio (fattispecie estremamente differenti tra di loro).

2. La Cassa Geometri ha lealmente, puntualmente ed esaustivamente fornito le informazioni richieste.

3. L’ANAC ha, quindi, formulato alcune “osservazioni” e, nello specifico, ha disposto «la conclusione del procedimento in forma semplificata ai sensi dell’art. 21 del Regolamento sull’esercizio di vigilanza in materia di contratti pubblici del 4 luglio 2018, con invito nei riguardi di codesta Stazione Appaltante – Cassa Italiana Previdenza Assistenza Geometri Liberi Professionisti – a voler tener conto per il futuro di quanto specificatamente dedotto e rilevato nella presente comunicazione in vista di un più adeguato e puntuale rispetto della normativa di settore». In particolare, l’ANAC ha rimesso alla Cassa «le opportune valutazioni sulle carenze organizzativo/gestionali legate alla mancanza di una short list di professionisti cui potersi riferire in caso di necessità e sul mancato rispetto del principio di rotazione».

4. L’ANAC ha formulato tale “invito” sulla base dei presupposti (i) che la Cassa sia un organismo di diritto pubblico e (ii) che gli incarichi di rappresentanza e assistenza in giudizio, nonostante siano espressamente esclusi dall’ambito di applicazione del Codice dei contratti pubblici, vadano comunque conferiti nel rispetto delle Linee Guida dettate dalla stessa Autorità.

5. La Cassa, su tali aspetti, aveva già rappresentato che:

a. la Cassa è un ente di diritto privato che, per legge, non può ricevere, direttamente o indirettamente, contributi o finanziamenti pubblici. Come recentemente osservato dalla dottrina più autorevole (S. Cassese, Le Casse professionali da enti privati a enti assimilati alla pubblica amministrazione, in Giornale di Diritto Amministrativo, 4/2022, p. 438 ss.) e proprio in aperta critica della posizione dell’ANAC, nei confronti delle casse previdenziali dei professionisti non ricorre alcuno dei requisiti richiesti dalla legge per la sussistenza della figura dell’organismo di diritto pubblico. Nei confronti delle Casse, dunque, non è corretto reclamare l’applicazione della disciplina del Codice dei contratti;

b. in ogni caso, come documentato dalla Cassa, e non contestato dall’ANAC, anche a voler considerare applicabile il Codice dei contratti pubblici, la Cassa ha correttamente affidato tutti i contratti “inclusi” (i contratti di servizi legali);

c. per quanto riguarda i contratti “esclusi” (e, cioè, gli incarichi di rappresentanza e assistenza in giudizio), la Cassa ha specificato di avere dato puntuale applicazione alle indicazioni fornite dalla nota sentenza del giudice europeo (CGUE, V sez., 6.06.2019, in C-264/18, sp. §§ 35-37), successiva alle Linee Guida ANAC, con cui è stato definitivamente chiarito che l’esclusione di tali incarichi dalla sfera di applicazione della disciplina dei contratti pubblici è dovuta alla specificità degli stessi: «Simili prestazioni di servizi fornite da un avvocato si configurano solo nell’ambito di un rapporto intuitu personae tra l’avvocato e il suo cliente, caratterizzato dalla massima riservatezza. Orbene, da un lato, un siffatto rapporto intuitu personae tra l’avvocato e il suo cliente, caratterizzato dalla libera scelta del suo difensore e dalla fiducia che unisce il cliente al suo avvocato, rende difficile la descrizione oggettiva della qualità che si attende dai servizi da prestare. Dall’altro, la riservatezza del rapporto tra avvocato e cliente, il cui oggetto consiste, in particolare nelle circostanze descritte al punto 35 della presente sentenza, tanto nel salvaguardare il pieno esercizio dei diritti della difesa dei singoli quanto nel tutelare il requisito secondo il quale ogni singolo deve avere la possibilità di rivolgersi con piena libertà al proprio avvocato (v., in tal senso, sentenza del 18 maggio 1982, AM & S Europe/Commissione, 155/79, EU:C:1982:157, punto 18), potrebbe essere minacciata dall’obbligo, incombente sull’amministrazione aggiudicatrice, di precisare le condizioni di attribuzione di un siffatto appalto nonché la pubblicità che deve essere data a tali condizioni»;

d. di tale chiara posizione del giudice europeo, vi è puntuale riscontro nella stessa giurisprudenza contabile (Corte Conti, Lazio, 8.06.2021, n. 509);

e. la Cassa ha, inoltre, dato puntuale spiegazione delle ragioni giustificatrici della natura e della quantità del contenzioso, nonché delle modalità di selezione dei legali, sia sul piano organizzativo (assenza di un ufficio legale interno), che su quello sostanziale (formazione di uno specifico e complesso filone di contenzioso destinato, si spera, a una progressiva riduzione proprio all’esito di recentissimi pronunciamenti ottenuti in sede di legittimità a seguito della precisa strategia legale adottata);

f. tali giustificazioni (che purtroppo non trovano adeguato riscontro nel provvedimento conclusivo), peraltro, sarebbero ex se in grado di soddisfare gli stessi principi e criteri sottesi alle Linee Guida dell’ANAC di cui si lamenterebbe la parziale violazione.

6. In questo quadro, pertanto, non può dirsi che la Cassa abbia violato alcuna norma di legge o alcun principio di buona amministrazione, avendo, al contrario, difeso strenuamente l’integrità del proprio patrimonio, dei contributi degli iscritti e della continuità delle prestazioni, anche attraverso un’efficace azione legale, condotta nel pieno rispetto delle regole e dei principi indicati dallo stesso giudice europeo, nonché delle migliori prassi seguite dagli enti simili, per dimensioni e finalità.

7. Ciò detto, la Cassa non mancherà, come sempre, di adottare ogni possibile accorgimento volto al più efficace ed efficiente perseguimento dei propri scopi.

Sen. Puglia Sergio Mov. 5 Stelle Membro Commissione di Vigilanza Parlamentare sulle Casse Previdenziali

quello che vedi in questo video è l’ONOREVOLE senatore Puglia Sergio, del Movimento 5 Stelle. Quelli noti perchè, se votati, avrebbero aperto il Parlamento come una scatoletta di tonno.

questo il richiamo al link in YouTube. l’originale non lo trovo più

e infatti sentite quante frasi ad effetto?!

E’ stato per molti mesi il presidente della Commissione di Vigilanza Parlamentare sulle Casse Previdenziali. Oggi, luglio 2022, ne è solo membro.

La Commissione di Vigilanza Parlamentare sulle Casse Previdenziali, io,  “manco ” sapevo che esistesse. mi sono detto: bello! (non lui) …è la volta buona che qualcuno si mette a fere qualcosa di concreto.

poi però…..

si sta parlando di un decreto ministeriale (detto decreto investimenti) che obbliga ad una massiccia trasparenza, simile a quella pubblica, e nel merito ci tiene ad intervenire il Senatore Puglia, per telefono, mentre sta partendo in aereo. interviene così, CONTRO il decreto e a FAVORE delle autonomie e delle libertà di agire delle casse professionali:

dobbiamo tenere conto delle loro autoregolamentazione e autonomie, perchè se no … altrimenti, non si va a vanti ….questa normativa servirà sicuramente a porre attenzione sugli  investimenti, però… d’altro canto bisogna fare in modo che ci sia sempre una certa autonomia... (delle casse professionali)

 

ha cosa è dovuto un cambio di opinione così drastico? cosa è successo al Senatore Puglia che lo ha portato ad un simile voltafaccia? …io fossi un inquirente cercherei di capirlo.

ma il suo meglio lo dà qui (19/05/22)…dopo 8 minute di premesse (arrampicandosi sugli specchi) si esprime così:

non sempre, porre delle regole rigide …queste possono realmente essere sane per quel determinato settore …sarebbe opportuno ….in riferimento al prospetto …fare in modo che venga modificata se non eliminata quella parte…

bisogna arrivare ad avere il completamento di questa normativa, PERO’ …stiamoci attenti …credo che se, dopo tanti anni, il fatto che non lo si è emesso (il decreto) …credo debba essere di ispirazione ….nel rispetto di quelli che sono i criteri di autonomia di questi enti (casse pensionistiche) ….che debbono avere

quindi …vigilanza assolutmante  ….ma con una certa attenzione alla realta che cambia del mercato finanziario

 

 


va bè poi un giorno mi hanno anche girato questo link: https://www.facebook.com/1828932500497187/posts/1838104582913312/

sentenza del consiglio di stato a favore della trasparenza

sentenza _Franco Picchi_ENPAM_ 5089_2022

questa la sentenza del consiglio di stato N. 05089/2022REG.PROV.COLL.
N. 00979/2022 REG.RIC. del 21/06/2022.

a favore del Dott. Franco Picchi, medico,

commissione per l’accesso presso il consiglio dei ministri – non mi pare serva a molto

dopo anni che, a tempo perso, mi occupo di trasparenza del mondo dei geometri liberi professionisti e più in generale del mondo “ordinistico”, speravo di aver trovato un ancora di salvezza nella Commissione per l’Accesso ai documenti amministrativi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Macchè!!! ….queste è la risposta che ho ricevuto:

La commissione osserva che l’istanza di accesso, per come formulata e per la mole della documentazione richiesta, appare volta ad effettuare un controllo generalizzato dell’operato della pubblica amministrazione, contro la previsione dell’articolo 24….. Il ricorso deve pertanto ritenersi inammissibile dovendo l’istanza di accesso a documenti amministrativi riferirsi a specifici documenti oppure essere limitata a determinate categorie di atti o annualità.

io avevo chiesto dei documenti già esistenti in pdf, perchè inviati annualmente alla Prefettura di Roma – Registro Persone Giuridiche. molto semplice. impegno da dedicarci, tendente allo zero.

inoltre, per non farmi perdere tempo, se pensi che chiedere una annualità sia meno “volta ad effettuare un controllo generalizzato”, perche cavolo non lo scrivi e, magari, ne imponi la consegna? …chessò …avreste potuto scrivere : si “obbliga” alla consegna dell’ultima annualità del materiale ricevuto. DIfficile? …pere che in fondo a tutti faccia piacere slungarla.

riprestiamo pure il tutto

 

 

altra sentenza a favora della trasparenza – iscritto all’ordine contro fondazione Enpam

sentenza trasparenza contro Enpam

pubblicato il 16/03/2022

N. 03009/2022 REG.PROV.COLL.
N. 08166/2021 REG.RIC.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Terza Quater)

ricorso proposto da Franco Picchi,
contro
Fondazione Enpam – Ente Nazionale di Previdenza e di Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri

…da notare che nel testo viene riportata questa frase formulata dalla Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi.:

La stessa, in data 28 giugno 2021, ha comunicato l’inammissibilità del ricorso, poiché l’istanza “per come formulata e per la mole della documentazione richiesta
appare volta ad effettuare un controllo generalizzato sull’operato dell’ente”.

…vi è scritto in qualche norma che non è compito dell’iscritto (obbligato) eseguire un controllo generalizzato sulla propria fondazione. però la domanda che ci dobbiamo fare è : ma gli enti controllano? soprattutto: come fa un onesto cittadino a denunciare malefatte se non gli si da la possibilità di acquisire dei dati (le prove)? …viviamo in questo mondo …e a voi va bene. che tristezza.

altre frasi da leggere: La resistente, con la memoria in atti del 29 dicembre 2021, ha precisato e ribadito che il diniego all’istanza di accesso avanzata dall’iscritto è stata adottata in quanto la stessa ha costituito un tentativo di svolgere un controllo indistinto e generalizzato dell’operato della Fondazione, nonché per il fatto che la documentazione e le informazioni richieste sono coperte da stringenti clausole di riservatezza sottoscritte
dalle controparti interessate e tra le controparti stesse.

 

sentenza sulla trasparenza degli ordini

sentenza in favore della trasparenza, dalla quale tentano di sfuggire gli ordini e i collegi professionali .

sentenza a favore della trasparenza e contro il consiglio forense

Pubblicato il 10/02/2022N. 00990/2022REG.PROV.COLL.

N. 02030/2021 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Consiglio di Stato

in sede giurisdizionale (Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 74 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 2030 del 2021, proposto dall’avvocato Michelina Grillo, rappresentata e difesa dagli avvocati Michelina Grillo, Fabrizio Nastri e Maria Casiello, con domicilio digitale come dal pec da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso l’avvocato Romano Cerquetti in Roma, via G. G. Belli n. 36;

contro

il Consiglio Nazionale Forense, in persona del legale rappresentate pro tempore, rappresentato e difeso dall’avvocato Giuseppe Colavitti con domicilio digitale come da pec da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso il suo studio in Roma, Via. C. Ferrero Cambiano n. 82;

nei confronti

degli avvocati Andrea Mascherin, Andrea Pasqualin, Antonio Baffa, Giuseppe Picchioni, Stefano Savi, Giovanni Arena, Carlo Orlando, Salvatore Sica, Maurizio Magnano di San Lio, non costituiti in giudizio,

per la riforma

della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, sede di Roma, sez. prima quater, 14 dicembre 2020, n. 13446, che ha respinto il ricorso proposto avverso il diniego di accesso ai documenti opposto dal Consiglio Nazionale Forense con la nota del 23 luglio 2020.

Visti il ricorso in appello e i rispettivi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio del Consiglio Nazionale Forense in data 20 aprile 2021;

Vista la nota depositata dall’appellante in data 19 settembre 2021, con la quale aggiunge la difesa in proprio al Collegio difensivo individuato con la procura allegata all’atto di appello;

Viste le memorie depositate dal CNF in date 20 e 23 settembre 2021;

Viste le memorie depositate dall’appellante in date 20 e 24 settembre 2021;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore alla camera di consiglio del 20 gennaio 2022 il Cons. Giulia Ferrari e uditi altresì i difensori presenti delle parti in causa, come da verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO

1. L’avvocato Michelina Grillo ha impugnato dinanzi al Tar per il Lazio, sede di Roma, la nota del 23 luglio 2020, con la quale il Consiglio Nazionale Forense (Cnf) le ha negato il diritto di accesso ai documenti richiesti con istanza del 14 giungo 2020 concernenti i compensi percepiti, di qualsiasi natura, connessi all’assunzione della carica di componente del Cnf, gli importi di viaggio di servizio e le missioni pagati con i fondi del Cnf o delle Fondazioni ad esso collegate dal 1° gennaio 2019 alla data della richiesta e i dati relativi all’assunzione di altre cariche all’interno del Cnf o delle fondazioni ad esso collegate o presso altri enti pubblici o privati ed i relativi compensi a qualsiasi titolo corrisposti dal Cnf dal 1° gennaio 2019 alla data della richiesta, riferiti a 9 Consiglieri.

La richiesta era stata presentata nel contesto di un contenzioso formato da due procedimenti riguardanti l’annullamento dell’elezione dei 9 Consiglieri dinanzi al Tribunale Civile di Roma per violazione del limite del doppio mandato consecutivo previsto dall’art. 34, l. n. 247 del 2012, conclusosi con il riconoscimento della illegittimità dell’elezione contestata (successivo alla data della richiesta di accesso ai documenti).

Dopo aver precisato la triplice natura del suo interesse ad ottenere i documenti richiesti (l’interesse alla tutela delle esigenze generali di trasparenza della P.A., l’interesse specifico e concreto, in quanto avvocato, a verificare come i contributi versati dagli iscritti siano gestiti dal proprio organo di rappresentanza e l’interesse qualificato e differenziato connesso al giudizio dinanzi al Tribunale Civile di Roma), l’avvocato Michelina Grillo ha dedotto, tra l’altro, la violazione e la falsa applicazione del d.lgs. n. 33 del 2013, con riferimento agli articoli 5 e 14 in quanto i dati oggetto della istanza sarebbero soggetti a pubblicazione obbligatoria nella sezione “Amministrazione trasparente” del sito dell’Ente Consiglio Nazionale Forense, sezione che invece sarebbe risultata “in fase di aggiornamento” da lungo tempo. Il Cnf avrebbe, pertanto, violato la legislazione in tema di trasparenza per un verso ritenendo a sé non applicabile la normativa sulla trasparenza del d.lgs. n. 33 del 2013 e, per altro verso, negando l’accesso ad atti che avrebbe dovuto pubblicare.

2. Con la sentenza n. 13446 del 2020 il Tar per il Lazio ha respinto il ricorso sul rilievo che, considerando che ai componenti del Cnf possono essere corrisposti solamente i rimborsi spesa e i gettoni di presenza indicati nel Regolamento (“Rimborsi spese e gettoni di presenza”) approvato nella seduta dell’11 dicembre 2015 e pubblicato sul sito web istituzionale, e che tali informazioni vengono riportate ogni anno sia nel bilancio di previsione che nel conto consuntivo (tempestivamente pubblicati sul sito web) dell’anno di riferimento nella forma di dati aggregati, i principi di trasparenza di cui alla normativa vigente fossero stati correttamente applicati, nel quadro di un “ragionevole bilanciamento tra le esigenze di pubblicità e la tutela della riservatezza (Corte cost. n. 20 del 2019)”.

3. La sentenza de Tar Lazio 14 dicembre 2020, n. 13446, mai notificata, è stata impugnata con appello notificato il 4 marzo 2021 e depositato il successivo 6 marzo 2021.

Erroneamente il giudice di primo grado avrebbe fondato gran parte del suo ragionamento sull’assunto che ai componenti del Cnf possano essere corrisposti solamente gettoni di presenza e rimborsi spese indicati nel Regolamento adottato nella seduta dell’11 dicembre 2015 quando, invece, dai bilanci della Fondazione Scuola Superiore dell’Avvocatura Italiana emergerebbe che tali componenti percepiscono ulteriori indennità e rimborsi, provenienti dalle Fondazioni sovvenzionate dal Cnf e di cui fanno parte. Né i dati aggregati (peraltro parziali) presenti nel bilancio e nel conto consuntivo sarebbero stati tempestivamente pubblicati, dato che, alla data della nota di diniego (23 luglio 2020) su sito del Cnf era stato pubblicato solo il bilancio del 2018.

Inoltre, neppure la delibera n. 440 del 2018, adottata dal Consiglio Nazionale Forense (peraltro non determinante ai fini della genesi dei provvedimenti che ne fanno applicazione e quindi non dovendo necessariamente essere impugnata dai destinatari), con la quale il pubblico Ente ha determinato che la pubblicazione dei dati aggregati di gettoni di presenza e rimborsi spese fosse sufficiente ad adempiere agli obblighi di trasparenza previsti dall’art. 14, d.lgs. n. 33 del 2013 avrebbe potuto impedire l’accoglimento del ricorso, ponendosi in aperto contrasto con le finalità della normativa in tema di trasparenza.

Ad avviso dell’appellante, inoltre, il giudice di prima cure avrebbe anche omesso di motivare in merito alla richiesta di accesso ai dati relativi ai “compensi percepiti di qualsiasi natura, connessi all’assunzione della carica di componente delle Fondazioni collegate al Cnf; …all’assunzione di altre cariche all’interno del Cnf, delle fondazioni ad esso collegate o presso altri enti pubblici o privati ed i relativi compensi a qualsiasi titolo corrisposti dal Cnf dal 1° gennaio 2019” alla data della richiesta, non menzionati nella delibera n. 440 del 2018 o nel regolamento del 2015 per cui, in base al principio devolutivo (di cui all’art. 101, comma 2, c.p.a.), è chiesto al giudice di appello di pronunciarsi anche sui motivi di ricorso non affrontati in primo grado.

Con riguardo all’ambito soggettivo è segnalato il diritto di tutti gli iscritti all’Ordine forense di conoscere separatamente e agevolmente ogni singolo dato “relativo alla indennità di funzione, rimborsi spese nonché cariche e incarichi dei Consiglieri dichiarati ineleggibili e quindi decaduti ex tunc dalla carica assunta nel 2019”.

Per quanto attiene, invece, all’ambito oggettivo, solamente la disponibilità dei dati indicati separatamente e specificamente soddisferebbe i criteri stabiliti dall’art. 4 bis, d.lgs. n. 33 del 2013.

Infine, l’appellante chiarisce come le linee guida dell’Anac del 28 dicembre 2016 si applicano anche al Cnf e che, pertanto, vi sarebbe stato l’obbligo di pubblicazione dei dati indicati dall’art. 14, d.lgs. n. 33 del 2013 o di rilasciarne copia (considerando che i dati aggregati, peraltro parziali e non tempestivamente pubblicati, non avrebbero potuto né potrebbero per la loro natura rispondere alle esigenze di trasparenza tutelate dalla norma) non impedendo l’esercizio del diritto di accesso con la motivazione delle osservazioni pervenute dai controinteressati, delle quali però non viene data contezza.

4. Si è costituito in giudizio il Consiglio Nazionale Forense, affermando l’infondatezza dell’appello.

5. Con ordinanza 26 ottobre 2021, n. 7172 la Sezione ha ordinato l’estensione del contraddittorio a tutti i soggetti ai quali si riferiscono i documenti di cui chiede l’ostensione, con notifica dell’atto di appello entro trenta giorni dalla notificazione, o se anteriore, dalla comunicazione in via amministrativa della presente ordinanza e deposito della relativa prova entro quindici giorni dall’avvenuto adempimento, pena l’improcedibilità del gravame ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a..

6. In data 12 novembre 2021 l’avvocato Michelina Grillo ha depositato la prova dell’avvenuto adempimento dell’ordine impartito dalla Sezione.

7. I controinteressati ai quali è stato esteso il contraddittorio non si sono costituiti in giudizio.

8. All’udienza del 20 gennaio 2022 la causa è stata trattenuta in decisione.

DIRITTO

1. Come esposto in narrativa, l’avvocato Michelina Grillo ha presentato istanza di accesso civico, ai sensi dell’art. 5, d.lgs. 14 marzo 2013, n. 33, chiedendo, con riferimento a nove componenti eletti al Consiglio Nazionale Forense (Cnf), a) i compensi percepiti, di qualsiasi natura, connessi all’assunzione della carica di componente del Consiglio Nazionale Forense; gli importi di viaggio di servizio e missioni pagati con fondi del CNF o delle Fondazioni ad esso collegate dal 1° gennaio 2019 a tutt’oggi (art. 14, n. 1, lett. c, d.lgs. n. 33 del 2013); b) i dati relativi alla assunzione di altre cariche, all’interno del Cnf, delle Fondazioni ad esso collegate o presso altri enti pubblici o privati, ed i relativi compensi a qualsiasi titolo corrisposti dal Cnf 1° gennaio 2019 a tutt’oggi (art. 14, n. 1, lett. d, d.lgs. n. 33 del 2013).

L’appello, con il quale si impugna la sentenza del Tar Lazio che ha giudicato legittimo il diniego di ostensione opposto dal Cnf, deve essere accolto.

Giova premettere, per fare chiarezza sulla materia controversa, che a prescindere dagli obblighi di pubblicazione che fanno capo al Cnf, nella specie l’accesso civico è stato esercitato ai sensi dei commi 1 e 2 dell’art. 5, d.lgs. n. 33 del 2013. Il comma 2 del citato art. 5 prevede che “chiunque”, senza alcun onere motivazionale, abbia il diritto di accedere ai dati ed ai documenti detenuti dalla Pubblica amministrazione, che siano, tuttavia, “ulteriori” rispetto a quelli oggetto di “obbligo di pubblicazione” ai sensi del d.lgs. n. 33 del 2013. Si tratta, dunque, di dati e documenti in relazione ai quali, pur non sussistendo alcun obbligo di pubblicazione in capo alla Pubblica amministrazione, quest’ultima è comunque tenuta a fornirli al richiedente, ove ne venga fatta apposita istanza, sempre che ciò avvenga nel rispetto dei limiti espressamente sanciti dall’art. 5 bis dello stesso decreto.

Corollario obbligato di tale premessa è che può prescindersi dall’affrontare la questione relativa all’obbligo di pubblicazione dei documenti richiesti da parte del Cnf, e quindi dal richiamo alle argomentazioni contenute nella sentenza del Tar Lazio, sez. I quater, 16 febbraio 2021, n. 1921 (che, a fronte della stessa fattispecie, è giunta a conclusioni opposte a quelle della sentenza appellata) per giustificare tali obblighi nonché dal peso che potrebbe avere la delibera del Cnf n. 440 del 2018 – peraltro non impugnata – adottata in adempimento degli obblighi ex art. 14, d.lgs. n. 33 del 2013 (e pubblicata sul sito del Cnf), con la quale si individuano le iniziative che soddisfano gli obblighi di pubblicazione ex art. 14, commi 1 ed 1 bis, d.lgs. n. 33 del 2013.

E’ assorbente la considerazione che la documentazione di cui è chiesta l’ostensione non rientra nei casi in cui è opponibile il diniego ai sensi dell’art. 5 bis, d.lgs. n. 33 del 2013.

L’art. 5 bis, d.lgs. n. 33 del 2013 individua, infatti, le eccezioni assolute e relative al diritto di accesso.

Le eccezioni assolute al diritto di accesso generalizzato sono quelle di cui all’art. 5 bis, comma 3 (segreto di Stato e altri casi di divieti di accesso o divulgazione previsti dalla legge, ivi compresi i casi in cui l’accesso è subordinato dalla disciplina vigente al rispetto di specifiche condizioni, modalità o limiti, inclusi quelli di cui all’art. 24, comma 1, l. n. 241 del 1990), mentre quelle relative sono previste ai commi 1 e 2 del medesimo articolo (la sicurezza pubblica e l’ordine pubblico; la sicurezza nazionale; la difesa e le questioni militari; le relazioni internazionali; la politica e la stabilità finanziaria ed economica dello Stato; la conduzione di indagini sui reati e il loro perseguimento; il regolare svolgimento di attività ispettive; la protezione dei dati personali, in conformità con la disciplina legislativa in materia; la libertà e la segretezza della corrispondenza; gli interessi economici e commerciali di una persona fisica o giuridica, ivi compresi la proprietà intellettuale, il diritto d’autore e i segreti commerciali).

Nel caso delle eccezioni relative, nelle linee guida adottate con deliberazione n. 1309 del 28 dicembre 2016, recanti le indicazioni operative e le esclusioni e i limiti all’accesso civico generalizzato, l’Anac ha chiarito che il legislatore non opera, come nel caso delle eccezioni assolute, una generale e preventiva individuazione di esclusioni all’accesso generalizzato, ma rinvia ad una attività valutativa che deve essere effettuata dalle amministrazioni con la tecnica del bilanciamento, caso per caso, tra l’interesse pubblico alla disclosure generalizzata e la tutela di altrettanti validi interessi presi in considerazione dall’ordinamento.

L’Amministrazione deve pertanto verificare, una volta accertata l’assenza di eccezioni assolute, se l’ostensione degli atti possa comunque determinare un pericolo di concreto pregiudizio agli interessi indicati dal legislatore.

Nel caso all’esame del Collegio il Cnf non ha opposto alcuna ragione di riservatezza ex art. 5 bis, d.lgs. n. 33.

Legittimamente quindi l’avvocato Grillo ha esercitato il diritto di accesso civico ai sensi del comma 2 dell’art. 5, d.lgs. n. 33 del 2013, facendosi carico di sostenere, ove necessario, il costo del diritto di copia dei documenti richiesti.

Il contenzioso formato da due procedimenti riguardanti l’annullamento dell’elezione dei 9 Consiglieri (odierni controinteressati) dinanzi al Tribunale Civile di Roma per violazione del limite del doppio mandato consecutivo previsto dall’art. 34, l. n. 247 del 2012 – conclusosi con il riconoscimento della illegittimità dell’elezione contestata (successivo alla data della richiesta di accesso ai documenti) – supporta l’interesse dell’avvocato Grillo ad ottenere tutti i documenti richiesti che devono dunque essere ostesi, se esistenti, essendo noto che i documenti sono ostensibili solo se esistenti, non potendosi predicare l’esibizione di atti che non risultano formati, spettando al Consiglio Nazionale Forense indicare, sotto la propria responsabilità, quali sono gli atti inesistenti che non è in grado di esibire.

L’appello deve quindi essere accolto e, per l’effetto, in riforma della sentenza di primo grado si ordina al Consiglio Nazionale Forense di rilasciare la documentazione richiesta entro trenta giorni dalla notifica o, se anteriore, dalla pubblicazione della presente sentenza

Sussistono giusti motivi per disporre la compensazione delle spese e degli onorari del giudizio.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza),

definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, ordina al Consiglio Nazionale Forense di rilasciare la documentazione richiesta entro trenta giorni dalla notifica o, se anteriore, dalla pubblicazione della presente sentenza

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 20 gennaio 2022 con l’intervento dei magistrati:

Michele Corradino, Presidente

Massimiliano Noccelli, Consigliere

Giulia Ferrari, Consigliere, Estensore

Raffaello Sestini, Consigliere

Antonella De Miro, Consigliere

L’ESTENSORE

IL PRESIDENTE
Giulia Ferrari

Michele Corradino

IL SEGRETARIO

un documento importante nella storia “migrazione geometri vr periti”

da un po’ è in atto una migrazione dei geometri che, per pagare un contributo pensionistico inferiore, “passano” ai periti edili.

si può ? non si può? e come si può fare …siamo in pieno dibattito.

sono stati fatti dei ricorsi al TAR …questi gli sviluppi…

Con Decreti n°212/2020 del TAR SICILIA , n°311/2020 del TAR PUGLIA e n°437/2020 del TAR CAMPANIA SONO STATI RIGETTATI I RICORSI DELLA CIPAG, CNG E COLLEGI TERRITORIALI DEI GEOMETRI CONTRO L’ORDINE DEI PERITI ED IL MIUR PER LE ABILITAZIONI DEI GEOMETRI CHE HANNO EFFETTUATO IL PASSAGGIO PER ESAMI DI ABILITAZIONE AI PERITI INDUSTRIALI SPEC EDILIZIA.
l’istanza cautelare è stata respinta con la seguente motivazione : …..non permette di cogliere nella fattispecie quel danno grave, irreparabile e attuale che giustifica la concessione della misura richiesta;

un documento: tar napoli

come al solito, le sentenze non andrebbero nemmeno lette …sono difficili da capire per i “non addetti ai lavori” e tremendamente specifiche.
quindi mi sono permesso di disturbare un avvocato per chiedere chiarimenti. riporto stralci di concetti …per fare ordine …o ulteriore confusione

….Soltanto per precisare …… quelli pubblicati non sono sentenze ma decreti monocratici, almeno 3 ad oggi, che escludono la concessione della sospensiva dell’efficacia, richiesta da CNG, CIPAG e Collegi professionali locali, delle abilitazioni professionali, conseguite dagli aspiranti periti industriali in edilizia, da candidati presentati agli esami di Stato in possesso del diploma di geometra vecchio ordinamento.
Infatti, i TAR Puglia, sede di Bari, TAR Campania, sede di Napoli e TAR Sicilia, sede di Catania, univocamente non hanno ravvisato di accogliere la richiesta misura cautelare da parte degli enti esponenziali di Categoria della professione di Geometra.

….confido nella legittimità delle abilitazioni professionali, conseguite da tutti coloro che si sono presentati agli esami di Stato per conseguire l’abilitazione professionale alla libera professione di perito industriale in edilizia…

d’altronde, il nuovo ordinamento dell’istruzione secondaria superiore permette al nuovo titolo di studio, il diploma di istruzione tecnica CAT, ad esempio, l’accesso indifferente alle professioni di geometra e di perito industriale in edilizia, come conferma la Tabella di confluenza D), allegata all’art. 8 comma 1 DPR n. 88/2010.

...peraltro, ad oggi, i diplomati geometri e periti edili con il vecchio ordinamento, precedente al DPR 88/2010, non possono più conseguire il nuovo diploma di istruzione tecnica CAT, in quanto già in possesso di un titolo di studio corrispondente.

credo che il percorso non sia ancora finito, e lo dico da persona che vorrebbe essere un Geometra, ma forse è un passo verso una futura migrazione.

quello che non ho capito bene in tutta questa vicenda è il problema praticantato. chi passa da geometra a perito deve rifare il praticantato da perito, avendo già svolto quello da geoemtra? …persone che sono migrate mi dicono di no …ma il fatto che qualcuno l’abbia fatto non vuole dire che si possa fare.

sono comunque forti e fondate le possibilità che non si debba rifare.

 

criticità cassa esposte da geomobilitati e invito alla manifestazione 26 febbraio

GEOMOBILITATI

Prot. n. 03/2019

Monza, 02 Febbraio 2019

Al Presidente, ai Consiglieri ed ai Delegati

della Cassa Geometri

cipag@geopec.it

Al Presidente ed ai Consiglieri

(in carica e/o subentrandi)

del Consiglio Nazionale dei Geometri e G.L.

cng@geopec.it

Ai Presidenti ed ai Consiglieri

dei Collegi provinciali dei Geometri e G.L.

Loro indirizzi di posta elettronica

A tutti i Soci di Geomobilitati

Loro mail/pec

A tutti i Geometri

Loro mail/pec

Ai Mezzi d’Informazione

Loro indirizzi di posta elettronica

p.c. ai Ministeri Vigilanti:

Al Ministero della Giustizia

capo.gabinetto@giustiziacert.it

Dipartimento per gli affari di giustizia –

Direzione della giustizia civile.

Ufficio III » Reparto II – Libere professioni

prot.dag@giustiziacert.it

Al Ministero del Lavoro

dgprevidenza@pec.lavoro.gov.it

Al Ministero dell’Economia e delle Finanze

mef@pec.mef.gov.it

 

 

Oggetto: CRITICITÀ DEL SISTEMA PREVIDENZIALE CASSA GEOMETRI

Considerate le criticità sotto-elencate:

  • Ultra decennale crisi economica del settore delle costruzioni che non accenna a diminuire, a cui i

vertici dI CG e CNG non hanno saputo contrapporre concrete proposte di rilancio e sostegno per la

categoria;

  • Calo demografico della categoria dovuto a: minori opportunità di lavoro per i motivi di cui al punto precedente, all’aumento esponenziale dell’offerta formativa scolastica superiore, alla trasformazione in CAT degli ITG, alla prossima richiesta del requisito della laurea triennale per l’iscrizione all’albo dei Geometri e GL;
  • Crescente spesa per l’erogazione delle pensioni a cui siamo stati chiamati a rispondere illimitatamente nonostante la crisi decennale, aggravata dal regime transitorio 2014-2019 approvato in danno alle nuove generazioni;
  • Patrimonio insufficiente rispetto ai parametri attuariali richiesti nel piano di sostenibilità cinquantennale già al 31/12/2014 (ultimo disponibile), ciò nonostante viene eroso annualmente nelle immobilizzazioni per le necessità legate alla spesa corrente, con la conseguente compensazione di aumento del carico contributivo;
  • Travaso del patrimonio immobiliare in fondi chiusi di dubbia gestione che sino ad oggi hanno portato minusvalenze pari a circa 51 Mln di €, con particolare riferimento al fondo FPEP gestito dalla Investire SGR di cui CG è azionista al 7,7%, sul quale è previsto che confluirà la quasi totalità del patrimonio immobiliare nel prossimo triennio;
  • Investimenti mobiliari oltre il confine, mediante la sottoscrizione di un fondo chiuso di diritto Lussemburghese di dubbia gestione con la Quaestio Capital SGR SpA di cui CG è azionista al 18%, a cui è stata affidata l’intera liquidità patrimoniale di circa 900 Mln, esponendo l’Ente a rischi incalcolabili sotto ogni profilo, nonostante su tale somma siano fondate le pensioni degli iscritti;
  • Costi di amministrazione lievitati del +33% nell’ultimo biennio;
  • Prospettive pensionistiche deprimenti a fronte di 40 anni di contribuzione, per molti inferiori a quelle sociali rivalutate ultimamente dal governo in carica, lo stato dovrà essere chiamato in causa per la sua funzione di autorità garante e sovrana, malgrado in passato abbia emanato leggi “inique” che hanno penalizzati noi cittadini professionisti, con debenza di imposte (che si manifestano in una doppia e iniqua tassazione);
  • Situazione di cassa fuori controllo, dove il 23/11/2018 viene approvato un bilancio di previsione 2019 con l’aliquota del contributo soggettivo al 15% invariata rispetto all’anno precedente, il 13/12/2018 viene approvato un innalzamento al 18%, (+20% rispetto al 2018), manovra vessatoria che sconfessa la previsione di bilancio 2019 fresca di approvazione, dopo appena 3 settimane.
  • Mancata trasparenza nella gestione del patrimonio, nell’affidamento degli incarichi professionali, delle assunzioni e degli appalti;

Queste criticità hanno determinato la situazione fallimentare ormai sotto gli occhi di tutti. In nome dell’autonomia, attraverso misure vessatorie, l’intera categoria è stata costretta a far fronte alle esigenze di cassa con ripetuti e gravosi aumenti contributivi: +100% nell’ultimo decennio, ben al disopra di ogni parametro sostenibile e nonostante il perdurare della crisi e senza eguale raffronto in nessuna altra cassa previdenziale sia pubblica che privata. Gli aumenti si distaccano di un +70% rispetto a INARCASSA ed un +130% rispetto a EPPI, ovvero delle casse professionali previdenziali della nostra diretta concorrenza, con le quali categorie è sempre più difficile essere competitivi a causa della eccessiva e penalizzante richiesta contributiva. Tali condizioni hanno determinato la chiusura di molti studi tecnici, la forte percentuale di morosità contributiva e fiscale e tutto questo ha minato la serenità professionale ed economica delle famiglie degli iscritti, anche tra i veterani solidamente presenti sul territorio.

Pertanto, la nostra Federazione auspica al più presto le DIMISSIONI del CdA in carica per comprovata inadeguatezza amministrativa e, visto e considerato che attraverso vari refusi elettorali amministra l’Ente da oltre 10 anni, in tal senso dovrà esser rivisto URGENTEMENTE IL SISTEMA ELETTORALE che dovrà garantire maggiore trasparenza nei confronti della base, di cui il CNG in insediamento si dovrà fare carico. Solo attraverso questa radicale misura si potrà avviare una seria ristrutturazione dell’Ente e qualora non fosse sufficiente aprire una trattativa con i ministeri competenti al fine di decretare il passaggio al sistema pubblico dell’INPS dove le garanzie saranno quelle offerte dallo Stato Italiano ed i rischi settoriali e generazionali saranno mediati con le altre categorie e non con i risparmi degli iscritti come avvenuto sino ad oggi.

Comunicandovi quanto sopra, rendiamo noto che E’ INDETTA PER MARTEDI’ 26 FEBBRAIO 2019 A ROMA UNA MANIFESTAZIONE CONTRO L’INIQUITA’ DEL SISTEMA PREVIDENZIALE DEI GEOMETRI E A DIFESA DELLA CATEGORIA. La concentrazione dei partecipanti è stabilita in Piazza del Popolo, a partire dalle ore 9,00 . Affinché la protesta per la malagestione della nostra Categoria, per gli insostenibili aumenti dei contributi previdenziali già adottati e per quelli futuri che ci potrebbero essere, non resti confinata alle sole critiche, è necessario che la Base e tutti quei Dirigenti “liberi” e maggiormente sensibili che tengono davvero alla propria Categoria ed al proprio lavoro si Geomobìlitino e partecipino alla Manifestazione di Roma o quantomeno si attivino nel proprio territorio per coinvolgere gli Iscritti. Auspichiamo pertanto che anche gli stessi Collegi Provinciali organizzino la partecipazione alla Manifestazione del 26/02/2019.

Il Consiglio Nazionale di Geomobilitati

Il Presidente

f.to Giovanna Geom. Pogliani

Relazione del Geom Barone sulla cipag (cassa geometri) -3

ricevo dallo stimato collega geom. Gaetano Barone, consigliere di Geomobilitati già attivo da tempo sui social, una relazione-rendicontazione sull’andamento e sui contenuti di molti ambiti della cipag …..e informazioni varie.

e’ una lettura di contenuti, condita senz’altro da visioni e opinioni personali dello stesso Barone, sulla quale non voglio prendermi responsabilità, pubblico ciò che mi è arrivato.  sono certo però che potrà essere spunto di riflessione e moltissimi contenuti, dei quali anch’io mi sono occupato, esistono e sono fondati.

testo originale Barone: Il-grande-bluff-CG

testo sul mio sito

di seguito l’articolo perchè possa essere googlabile…..

 

IL GRANDE BLUFF

cosa c’è dietro l’inarrestabile aumento contributivo a cui ci sottopone

la Cassa Geometri

15/01/2019

Premessa

Salve a tutti, mi chiamo Gaetano Barone,

sono un geometra appartenente al Collegio Provinciale dei Geometri e GL di Roma e come disse qualcuno prima di me, sono un “comune iscritto” (D.B. ago2018).

Per decenni ho creduto nel nostro Ente Previdenziale nonostante in alcune situazioni non abbia trovato l’attesa soddisfazione, comunque sia ho sempre versato la quota annuale, il mio Durc ne è testimone.

Stimolato dall’ascesa contributiva a cui siamo stati sottoposti nell’ultimo decennio, ho iniziato un percorso di analisi finalizzato a ricercarne le giustificazioni, con la speranza che i sacrifici affrontati in questi anni fossero serviti a migliorare il traguardo previdenziale futuro. Fermo restando che tra il sopravvivere oggi  in un scenario macroeconomico depresso e sperare nel futuro non avrei dubbi su cosa scegliere, in primo luogo per la mia famiglia.

E così ho iniziato a sfogliare la documentazione contabile dell’ente, man mano che andavo avanti  avevo la percezione che il mondo mi stesse crollando addosso, all’improvviso mi sono sentito deluso, ingannato e truffato, ma quel che è peggio ostaggio del sistema perché cambiare professione ed ente previdenziale a 50 anni di età comporterebbe gravi perdite su ogni profilo. Sono tristemente venuto a conoscenza di un sistema malato che tutti i colleghi ignari avrebbero il diritto dovere di conoscere perché con esso è in gioco l’esistenza della categoria, l’attendere fiduciosi e spensierati il traguardo della pensione potrebbe rivelare amare sorprese. Pertanto ho intrapreso una campagna di divulgazione attraverso i social, partecipando attivamente a tutti gli eventi istituzionali di categoria,  riunioni informali con molti colleghi, schierandomi in prima linea con l’associazione GEOMOBILITATI che da circa un mese ho l’onore di rappresentare, quale membro del consiglio nazionale, tengo a precisare a titolo gratuito.

 Cenni storici ed evoluzione del settore

La Cassa Geometri è stata fondata nel 1955 come ente pubblico per la previdenza ed assistenza dei Geometri, in un periodo storico di massima espansione, ove la spesa pubblica per le infrastrutture era la priorità di tutti i governi, parallelamente nel settore privato il mattone rappresentava la forma d’investimento più redditizio. In questo scenario macroeconomico favorevole il numero dei geometri è stato in continua ascesa con apporto di nuova linfa all’ente. Nel 1995 si giunse alla privatizzazione trasformandolo in associazione di diritto privato. Col passare degli anni le condizioni favorevoli iniziali si sono pian piano affievolite, i 3 condoni edilizi ed altri provvedimenti minori come le sanatorie catastali ed il piano casa, hanno sostenuto la mole di lavoro, come anche le nuove opportunità legate alla sicurezza ed all’innovazione tecnologica.

Ciò nonostante è sotto gli occhi di tutti che la spinta iniziale si è notevolmente ridimensionata soprattutto per la congiuntura economica sfavorevole che continua a persistere, la concorrenza dei laureati è sempre più agguerrita e la liberazione delle parcelle ha ridotto notevolmente i margini di guadagno.

Nonostante  ci sarebbe ancora molto da fare per rilanciare il settore con:  rigenerazione urbana, miglioramento sismico, manutenzione, messa in sicurezza idrogeologica del territorio, restano soltanto temi dei quali tutti si riempiono la bocca ma che nella realtà dei fatti stentano a decollare.

Con il quadro appena riassunto, bisogna prendere atto che la sostenibilità della cassa non può essere più garantita dai presupposti e condizioni iniziali su cui era stata fondata nel lontano 1955.

Pretendere che i soli iscritti, con i redditi medi attestati sui  20 mila/annui che a mala pena riescono a sfamare le famiglie, debbano continuare a far fronte all’erogazione delle pensioni è una totale follia.

Ciò spiegherebbe l’alto livello di morosità e le cancellazioni premature, aggravate dal crollo di nuove iscrizioni, dove i giovani sono sempre più dissuasi da questa professione che richiede tanta passione ma anche tanto sacrificio. Considerato inoltre ché l’offerta formativa delle scuole è decuplicata rispetto al passato e la nuova dizione CAT ha chiuso definitivamente la partita.

In questi anni, la Cassa Geometri non ha avuto la capacità di rigenerarsi sen non nel brand, ne di stringere alleanze proficue per diversificare il rischio settoriale legato al settore delle costruzioni amplificato dalla contrazione dell’offerta di lavoro. Si è preferito tirare a campare alle spalle degli iscritti accollando loro tutto il carico previdenziale delle precedenti generazioni. Tutte le iniziative ed alleanze intraprese di cui in seguito verrà data menzione hanno con buona probabilità portato benefici esclusivamente ad una ristretta cerchia di colleghi.

Quando ho intrapreso questa professione, il carico contributivo era sostenibile, i minimi erano realmente  minimi e l’aliquota del soggettivo in autoliquidazione era fissata al 7% (anno1996), c’era spazio per  forme di risparmio alternative, pensioni integrative, investimenti in immobili ed in attività commerciali che avrebbero sicuramente contribuito a garantire la famosa “Pensione Adeguata”. Così facendo ognuno di noi poteva modulare in autonomia le proprie scelte previdenziali integrative in funzione dei redditi e compatibilmente con le necessità familiari.

Oggi invece si continua imperterriti a drenare risorse, senza garantire un vero futuro dignitoso se non nella propaganda fatta sui mezzi d’informazione, pertanto ritengo questa politica previdenziale delittuosa.

 Scenario iscrizioni

Nel periodo 2014 – 2017 è stato registrato un cospicuo calo di iscritti, passati da 95.098 a 87.023, ovvero una perdita di 8.075 unità che equivalgono grosso modo a i 3 collegi più grandi messi insieme.

Tale fenomeno è dovuto al dimezzamento dei neo iscritti registrati nell’ultimo decennio, alle cancellazioni premature dei tanti colleghi indotti a mollare e dai pensionati  che a differenza del passato preferiscono uscire definitivamente dalla professione perché gravati dall’alto carico contributivo. Non credo che nel 2018 ci sia stato un’inversione del trend, anzi dalle indiscrezioni che mi giungono la situazione deve essere sicuramente peggiorata. Questa rilevazione evidenzia la criticità del sistema previdenziale basato esclusivamente sul numero dei geometri in attività secondo l’equazione inversamente proporzionale:

meno iscritti = maggiore contribuzione.

Grafica, cliccare per approfondire, (richiede connessione ad internet):

Andamento iscritti

Indice iscritti – pensionati

 Scenario contributivo

Contributi minimi superiori del 70% rispetto ad INARCASSA pongono la nostra categoria in una situazione nettamente svantaggiosa rispetto alla concorrenza di ingegneri ed architetti, per non parlare di EPPI ove siamo addirittura superiori del 130%, ove molti colleghi stanno migrando per contenere il carico contributivo. Inoltre in entrambe le casse concorrenti sono concesse dilazioni gratuite sull’intero arco annuale e non al 4% come fa la nostra CG in dieci mensilità. Nonostante tale situazione sia già insostenibile per molti iscritti che a malapena riescono a sbarcare il lunario e che presto saranno costretti a chiudere, il giorno 13/12/2018 è stato deliberato l’ennesimo innalzamento dell’aliquota del contributo soggettivo in autoliquidazione portandolo dal 15% al 18% (INARCASSA 14,50%) con il conseguente abbassamento del tetto di reddito dei minimi intorno ai 18mila, aggiustamenti che produrranno un ulteriore aumento del 20% sull’ammontare  contributivo rispetto all’anno precedente. Tutto ciò a fronte di ipotetici quanto irrisori benefici che non si vedranno mediamente prima dei prossimi 25 anni. Come se tutto ciò non bastasse è già stato preannunciato nelle sedi istituzionali provinciali un ritocco dei minimi per l’anno 2019 al solo fine di chiudere totalmente il buco di bilancio parzialmente coperto con l’aliquota al 18% appena varata.

Intanto, con lo spauracchio della gestione separata dell’INPS al 25%,  i geometri ingoiano e digeriscono tutto, con la differenza che in INPS il tetto dei minimi è inferiore, le garanzie sono quelle dello stato italiano e non della CG, avremmo il vantaggio che le pluricontribuzioni verrebbero accorpate in unico “cassetto” a costo zero, poi se vogliamo dirla tutta 25% – (18%+5%) = 2% , quindi siamo molto vicini a quella pressione contributiva, per il sorpasso sarà tra qualche anno.

Un conto è trattare la resa con l’INPS, altra cosa è farsi assorbire a testa bassa per bancarotta.

Da informazioni che ho raccolto sugli organi di stampa specializzata, sulle quali intraprenderò presto un corposo approfondimento, è emerso che a seguito  della riforma del ministro Fornero, mentre INARCASSA optò immediatamente per un sistema totalmente contributivo salvaguardando le nuove generazioni, la Cassa Geometri optò invece per il sistema transitorio misto che  andrebbe a regime nel 2019, sicuramente molto più favorevole alla vetusta generazione di chi guidava l’ente in quel periodo, misura a totale discapito delle nuove quanto ignare generazioni che dopo 5 anni si trovano ancora a dover subire per quella scelta indegna.

Nel caso questo passaggio fosse confermato non si tratterebbe più di patto generazionale già difficile da digerire bensì di rapina generazionale.

Questo la direbbe molto lunga sul grado di serietà di chi ha amministrato l’ente e dei suoi discepoli che continuano ad amministrarlo.

Rassegna stampa, cliccare per approfondire, (richiede connessione ad internet):

Casse Professionisti

Stralcio Zoom

 Cassetto previdenziale

Il sistema previdenziale della cassa non è del tipo a cassetto o salvadanaio come ci è stato sempre presentato, nella realtà dei fatti il cassetto è solo teorico, essendo l’ente strutturato ai sensi al Dlgs 509 e non al Dlgs 103.  L’intero ammontare versato annualmente viene contestualmente erogato per pagamento delle pensioni correnti. Lo squilibrio tra iscritti  in calo e pensioni in crescita è uno dei tanti fattori negativi che determina il costante aumento contributivo. Sostanzialmente la CG è un passamano di denaro generazionale, visto e considerato che dietro agli attuali iscritti non appaiono sufficienti forze vogliose d’intraprendere la professione, continuare esclusivamente su questi presupposti rende il sistema insostenibile sia per l’ente ma soprattutto per la categoria, chiamata puntualmente a rispondere in modo illimitato alle scelte sconsiderate di qualcuno che ne ha tratto vantaggio.

Rassegna stampa, cliccare per approfondire, (richiede connessione ad internet):

Sostenibilità delle casse di previdenza dei liberi professionisti

 Contributo Integrativo 5%

Il contributo integrativo, serve per finanziare gli enti previdenziali gestori di sistemi pensionistici senza copertura patrimoniale, andando direttamente ad integrare il patrimonio netto dell’ente. A seguito del versamento del contributo integrativo, al soggetto iscritto all’ente restano imputati i contributi figurativi individuali. Nel caso in cui si utilizzano i relativi contributi figurativi per la determinazione delle prestazioni previdenziali, nasce a carico dell’ente un debito pensionistico latente in quanto il patrimonio non copre i versamenti nel caso di sistemi pensionistici senza copertura patrimoniale. (fonte: Wikipedia)

Con la motivazione che lo versa il committente, il che non è sempre vero se si ha un volume d’affari inferiore ai 33mila annui, viene gestito con troppa discrezionalità prescindendo dal vero interesse di categoria.

Con il provvedimento ingannevole approvato nella seduta del 13/12/2018, è previsto il trasferimento di parte del contributo integrativo nel teorico cassetto previdenziale. Partendo da un nobile principio già introdotto da anni presso le gestioni INARCASSA ed EPPI che ne destinano sino al 50% ai fini pensionistici.

A partire dal 2019 parte del C.I. verrebbe concesso in contropartita agli aumenti del 20% del contributo soggettivo secondo la misura:

2% ai neo iscritti dopo il 2010,

1% agli  iscritti tra il 2000 e 2010

0,50% agli ante iscritti anno 2000

In sintesi, del 5% esposto in fattura solo la decima parte finirebbe nel famoso teorico cassetto previdenziale degli ante 2000 che rappresentano la maggioranza. Come è prassi consolidata molto fumo ed un assaggino di arrosto per i più fortunati che arriveranno al traguardo della pensione.

 Disallineamento del Bilancio Esercizio dal Bilancio tecnico attuariale 

L’ultimo bilancio tecnico attuariale disponibile risale all’era preistorica ovvero al 31/12/2014, già a tale data si evinceva una trend divergente tra il patrimonio della cassa e quello richiesto per garantire la sostenibilità dell’ente. Considerato che le immobilizzazioni (materiali e finanziarie) sono puntualmente erose per le necessità di cassa legate alla spesa corrente, malgrado la CG sia già sottopatrimonializzata, il rispetto dei parametri di sostenibilità viene compensato dal solo attivo circolante.

L’equazione ampliata è la seguente:

+ spesa pensionistica + costi di gestione – immobilizzazioni – iscritti = maggiore contribuzione

Le ultime manovre propagandate come “premure pensionistiche” ed “adeguata pensione” non sono altro che esigenze di cassa per soddisfare la quadratura del bilancio.

Rassegna stampa, cliccare per approfondire, (richiede connessione ad internet):

Le Casse non hanno sostenibilità a 50 anni

Grafica sulle necessità patrimoniali del BTA 2014

 Investimenti Immobiliari

Al fine di “razionalizzare, riqualificare, valorizzare, ottimizzare, etc.” gli immobili di proprietà della cassa sono stati conferiti in gran parte nel Fondo Polaris Enti Previdenziali (FPEP) gestito dalla Investire SGR partecipata con una quota minoritaria del 7,70% dalla stessa CG. Il valore del conferimento al 31/12/2017 (ultimo dato disponibile) ammontava a circa 360 Mln di € pari al 60% dell’intero patrimonio immobiliare iniziale. Attualmente ma non tanto visto che il fondo è del tipo chiuso e l’ultimo dato disponibile risale al bilancio al 31/12/2017 ove il controvalore di mercato stimato è stato indicato in 304 Mln di € oltre un piccolo richiamo per 5 Mln di € (attendo preoccupato il NAV al 31/12/2018 visto che l’indice annuale del settore immobiliare è stato in profondo ribasso), quindi si può desumere una svalorizzazione del fondo pari a 51 Mln di € quindi – 14% SE&O. Prima della sottoscrizione del fondo la CG possedeva Immobili di prestigio  acquistati con il sacrificio degli iscritti, invece ora possiede quote di fondo non negoziabile sui mercati regolamentati, illiquido ed in caduta libera, amministrato da un gestore “qualificato” che su 4 fondi quotati in borsa 1 risulta in liquidazione, 1 è sulla stessa via ed altri 2 registrano perfomance tra -23,20% e -38,07% nel solo 2018, quel che è peggio è che il conferimento degl’immobili a tale fondo, continuerà con nuovi apporti sino al travaso totale del patrimonio immobiliare, lasciando fuori la sola sede Romana di lungotevere  A. da Brescia. Così come risulta dal piano triennale degli investimenti 2018-2020.

Rassegna stampa, cliccare per approfondire, richiede connessione ad internet:

Poste Italiane: rimborsi per 100 milioni ai sottoscrittori del fondo Obelisco

Resa fondi quotati, teoricamente non sottoscritti ma amministrati dalla Investire SGR di cui la CG  ha una partecipazione del 7,70%

Per gli altri investimenti immobiliari: F2i, FIA,FIL, FPAI e le partecipazioni in Agire ed Arpinge, prettamente  funzionali a fini politici ed a una ristretta cerchia di colleghi che probabilmente ne traggono vantaggio personale, attendiamo fiduciosi maggiori informazioni contabili … per le quali valuteremo i rischi, i costi ed i benefici per la categoria e l’opportunità di tali investimenti rispetto alle finalità dell’ente.

Investimenti Mobiliari

L’intera liquidità di cassa pari a circa 900 Mln di €, attraverso la sottoscrizione di un fondo di diritto Lussemburghese cod. ISIN: LU1235855696  denominato Global Diversified II, è stata affidata alla Quaestio Capital SGR SpA di cui la CG detiene una quota minoritaria del 18%, la custodia del titolo è invece affidata a RBC IS Bank con sede a Lussemburgo. A tal proposito mi chiedo come si possa contro qualsiasi logica del buon  investitore affidare la totale liquidità dell’ente ad unico gestore, sottoscrivendo un fondo estero globale esposto anche al rischio di fluttuazione valutario, inoltre non quotato sui mercati regolamentati, in una piazza finanziaria usata principalmente da investitori speculatori per eludere la vigilanza Italiana, il fisco  e la trasparenza. Tutto da capire cosa ci possa esser dietro tale scelta.

In nome della trasparenza e del buon senso sarebbe stato opportuno sottoscrivere fondi d’investimento italiani regolarmente quotati in borsa a largo flottante dei quali sono quotidianamente pubblicate le quotazioni su tutti gli organi di stampa e siti web. La custodia dei titoli andava diversificata almeno su 5 istituti di credito italiani più solidi.

Rassegna stampa, cliccare per approfondire, (richiede connessione ad internet):

Quaestio, la sgr delle Fondazioni per salvare le banche italiane

Fondi lussemburghesi. Ovvero, trappole mangiasoldi

Per completezza d’informazione, da quel che risulta dai bilancio al 31/12/2017, dal 2015 anno di sottoscrizione al 2017 il fondo GD2 ha avuto un incremento del valore di mercato di circa 50 Mln di € pari ad un incremento patrimoniale del 2,77% su base annua, il problema potrebbe nascere per l’anno 2018 dove a causa di un movimento laterale del comparto azionario dei primi 3 trimestri in cui il valore è risultato stabile,  viene compromesso nell’ultimo trimestre del 2018 da una cospicua discesa, pertanto esisterebbe la concreta ipotesi che si possa essere vanificata la perfomance degli anni precedenti  o addirittura generata una perdita ancora ignota sino all’approvazione del bilancio consuntivo 2018.

Spero con tutto il cuore che il management “qualificato” a cui ci siamo affidati abbia avuto cura di spostare gli asset per tempo altrimenti saranno nuovamente dolori per la categoria che dovrà sobbarcarsi per l’ennesima volta un aumento contributivo per soddisfare le esigenze di bilancio.

In quanto ai rendimenti per il 2019 riportati nel bilancio di previsione, credo che l’oroscopo del Divino Otelma possano avere maggiore attendibilità, i dati macro europei e globali indicano l’avvio verso una nuova recessione!

Resta comunque il fatto che una liquidità istituzionale così importante sulla quale sono fondate le nostre pensioni non può esser gestita in un modo così opaco, a prescindere da quanto possano rendere tali investimenti. Chi vuol fare investimenti speculativi che li faccia con i propri risparmi. L’interrogativo spontaneo  che sovviene è a chi possa esser funzionale una scelta cosi poco oculata, tenuto conto che i fondi minimizzano i guadagni ed amplificano le perdite, immaginate voi dove non esiste quotazione ufficiale rilevabile dalla stampa specializzata, in un paese dove il segreto bancario è al pari di quello svizzero, ed i controlli delle autorità di vigilanza italiane non hanno giurisdizione, ed infine i costi di gestione sono notevolmente più alti della piazza di Milano.

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Resa investimenti Imm e Mob

 Costi di amministrazione

2017 = 21,301 Mln ;

2018 = 25,808 Mln ;

2019 (previsione) = 28,341 Mln ;

praticamente in soli 2 anni sono lievitati del 33% … mentre si sventola un incremento di reddito per la categoria pari al 3% annuo per giustificare l’aumento delle aliquote contributive del 3%, strana coincidenza. Nonostante i risultati della gestione siano preoccupanti, altrimenti non si spiegherebbe l’occultamento dei bilanci tecnici successivi al 2014 e le prospettive siano tutt’altro che rosee, giustamente c’è qualcuno che pensa ad incrementare i propri compensi per mettersi a riparo.

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Costi di amministrazione

Comunicazione

Sui documenti di bilancio e relative relazioni sintetiche che dovrebbero semplificare il linguaggi tecnico viene riportato come esempio  1.000 mila per indicare un milione invece delle forme convenzionali : 1.000.000 – un Milione – 1 Mln, … discutibile scelta semantica per far comprendere i bilanci;

Nei quadri riepilogativi di bilancio vengono spesso inseriti i valori degli asset in modo misto, costi di conferimento o valori di mercato a secondo di cosa che si vuole far risaltare o nascondere;

Dati troppo spesso aggregati, specialmente per compensi e stipendi della dirigenza, della serie al geometra non far sapere quanto è buono il cacio con le pere;

Nella relazione sintetica del bilancio consuntivo 31/12/2017, al paragrafo resoconto del fondo Investire SGR, credo risultino invertite le quote richiamate con quelle residue, sicuramente in contradditorio con le voci di bilancio precedentemente riportate e nei documenti contabili successivi quale ultimo il bilancio di previsione 2019;

Come già detto il 23/11/2018 è stato approvato il bilancio di previsione del 2019 con l’aliquota contributiva al 15% invariata rispetto all’anno precedente, il 13/12/2018 dopo solo 3 settimane, con una nuova assemblea è stato approvato un incremento del contributo soggettivo dal 15% al 18% ovvero del +20% rispetto all’anno precedente, sarebbe interessante sapere cosa può aver determinato questa manovrina solo dopo tre settimane.

Nel provvedimento di cui sopra, ai fini persuasivi veniva divulgato il vantaggio derivante dal risparmio fiscale senza tenere conto del tipo di contabilità che ogni iscritto detiene (regime dei minimi, semplificata) e soprattutto dal volume d’affari, omettendo di dire che spesso siamo tenuti ad integrare la tassazione dovuta per rispondere ai criteri di congruità degli studi di settore, quindi per i redditi medio bassi della maggioranza degli iscritti, l’effetto propagandato viene meno.

Criticità inerenti la trasparenza:

Affidamento Incarichi professionali

Affidamento appalti

Assunzioni

Operazioni finanziarie ed immobiliari, andrebbero divulgate, discusse  e condivise con la base

Sito web carente, mancano i bilanci tecnici dell’ultimo quinquennio, le delibere e le determine dei provvedimenti approvati, inoltre sarebbe meglio evitare il messaggio “non soggetti a trasparenza” forse verso lo stato e non so sino a che punto ma sicuramente non verso gli iscritti, tanto più che entrano nel sito loggati!

 Proposte

Gli agguerriti sostenitori della cassa/casta accusano i contestatori di non avere proposte, eccone alcune delle più significative per la categoria:

Riportare i Capitali in Italia e gli immobili in carico alla CG

Avviare un serio processo di ristrutturazione dell’Ente

Avvio di un piano di efficientamento reddituale del patrimonio in modo trasparente

Graduatorie a rotazione per l’affidamento degli incarichi, non si può essere idonei solo a pagare e poi gli incarichi vengono dispensati con troppa discrezionalità

Riduzione dei compensi del CdA e della dirigenza

Riduzione del numero dei delegati cassa

Perseguimento dei soli fini previdenziali ed assistenziali

Riconoscimento gratuito per tutti del biennio di praticantato ai fini pensionistici, una cosa sancita dalla costituzione puntualmente aggirata

Promuovere dei corsi di facile lettura dei bilanci, in modo tale da elevare le conoscenze in materia economica e contabile.

 Conclusioni

Spero che le conclusioni le traggano gli iscritti, specialmente i più giovani che da questo tipo di gestioni non vedranno mai dei risultati pensionistici dignitosi e sicuramente saranno sempre più oppressi dalla contribuzione, ricordo invece ai veterani che non sono immuni alla situazione descritta, visto e considerato che i flussi pensionistici erogati derivano essenzialmente dalla linfa contributiva degli iscritti in attività profondamente in calo numerico e sempre più in affanno.

Sarei lieto che il Collegio di Roma prendesse una seria posizione al riguardo, considerato anche che l’attuale Presidente è neo eletto al CNG.

15/01/2019

Tanti cari saluti a tutti

Geom. Gaetano Barone

Geom. Gaetano Barone -2

copio e pubblico in rete ciò che ha scritto in facebook il collega Gaetano Barone

Cari colleghi 2 … la vendetta,
volevo ringraziare quanti hanno apprezzato e condiviso il mio post di qualche giorno fa inerente l’evento CIPAG svoltosi a Roma il 30 gen 2018, per quei pochissimi invece che si sono mostrati perplessi ho deciso di ritornare sull’argomento con ulteriori approfondimenti e considerazioni.
Ripercorrendo i quesiti posti all’evento, faccio notare nello specifico quanto segue:
1) Contributi min. INARCASSA (S+I+M) anno 2017 = € 3.004 dilaz. ann. gratuita = € 3.004 Contributi min. CIPAG (S+I+M) anno 2017 = € 4.883 dilaz. ann. al 4% = € 5.078,32
Delta INARCASSA e CIPAG (dilazionate) anno 2017 = + € 2.074,32 = + 69,05% per i geometri

2) Preconsuntivo spese per gli organi della CIPAG per l’anno 2017 € 3.738.000 oneri compresi
Previsione spese per gli organi della CIPAG per l’anno 2018 € 4.395.000 oneri compresi,
Incremento previsto per gli organi della CIPAG per l’anno 2018 + 17,57 %
Ricordo che ai compensi del consiglio, vanno sommate le indennità specifiche per i ruoli ricoperti nelle società partecipate dalla CIPAG.

3) Nonostante il protrarsi sfavorevole della congiuntura economica, nel triennio 2014/2017 sono stati incrementati i contributi minimi CIPAG del 38,68%
Per favorire nuove iscrizioni viene gettata l’esca dei contributi minimi ridotti a discapito degli iscritti che già versano in difficoltà, con le nostre rappresentanze ci invitano a far fronte all’aumento della contribuzione con i risparmi accumulati negli anni d’oro o in alternativa con l’accensione di un mutuo, suggerimento apprezzabile visto che graverebbe sicuramente meno del 4% della dilazione annuale CIPAG e del ravvedimento operoso post annuale pari al 15% circa (sanzioni ed interessi).

4) Poco o nulla è stato fatto a sostegno della categoria nonostante il perdurare della crisi del settore già duramente provata dalla liberalizzazione delle tariffe (provvedimento doppiamente negativo perché vigliaccamente portato avanti a metà). Molte categorie lavorative hanno chiesto ed ottenuto delle agevolazioni, la nostra invece pur svolgendo un ruolo semi-istituzionale essendo noi spesso incaricati di pubblico servizio, siamo stati del tutto ignorati ed abbandonati a noi stessi. Mi chiedo provocatoriamente se con circa 100.000 iscritti si potevano avere dirette rappresentanze parlamentari senza prostrarci alla classe politica più degradata. Titolati e qualificati più di tanti altri improvvisatori e soprattutto in un paese dove il dissesto idrogeologico e la messa in sicurezza sismica degli edifici dovrebbero essere temi all’ordine del giorno e non solo a seguito di eventi calamitosi. Con una diretta rappresentanza parlamentare sarebbe stato più facile portare avanti l’annosa vicenda delle competenze professionali che ci fa operare da sempre in un clima di incertezza.

5) Torno a dire che Il piano cinquantennale di sostenibilità della CIPAG è fantascientifico, vessatorio e geometricida, in quanto non tiene conto dell’imminente crollo delle iscrizioni dovuta all’ammissione dei soli laureati, ovviamente i giovani che sceglieranno un percorso di laurea nel settore delle costruzioni si indirizzeranno con buona probabilità verso le facoltà più prestigiose di architettura ed ingegneria generando una riduzione delle entrate alla CIPAG che dovrà colmare con ulteriori richieste agli iscritti.
Considerato che la media dei redditi nazionali si colloca intorno ai 20.000 € /annui presto molti di noi dovranno chiudere bottega, specialmente al sud dove i redditi si attestano sui 10.000 €/annui. Con tali presupposti inizio a credere che il trend rialzista dei contributi minimi sia parte di un piano diabolico per decimare la categoria. Tempo fa incontrai un prestigioso veterano in pensione che parlando del più e del meno mi disse siete troppi, troppi, troppi … , probabilmente voleva lasciar sotto intendere qualcosa, chissà. Qualche mente geniale avrà pensato di far fronte al calo della mole di lavoro mediante la decimazione dei piccoli professionisti, d’altronde sono logiche di mercato e non ci sarebbe tanto meravigliarsi al giorno d’oggi. Il fatto è che seppur volessimo uscire o perché costretti ci sarebbe molto da perdere, in alcuni casi tutto il versato, oltre la difficoltà a ricollocarsi nel mercato del lavoro. La situazione tracciata già da tempo dalle precedenti amministrazioni e portata avanti dall’attuale ci rende ostaggio del sistema che ci spreme come limoni rendendoci inermi ed anestetizzati con quel poco fumo agli occhi che ancora ci riescono a dare. Al convegno si è parlato del rapporto 4/1, ovvero dai 4 e ricevi 1 , dovevate vedere con quale disinvoltura facevano scorrere le slide con tali orripilanti prospettive.

6) Trasparenza, visitando il sito web della CIPAG, al menù “Trasparenza” vi sono alcuni sottomenù ove compare il messaggio “La Cipag non è tenuta alla pubblicazione dei dati relativi a questa sezione secondo le norme vigenti”, in altri invece vi sono dati non del tutto aggiornati, gran parte del materiale è disponibile, anche se spesso in maniera troppo aggregata e poco comprensibile, ciò che non sono riuscito a trovare sono le delibere e le determine che avrei avuto piacere di leggere. Da quel poco che ho potuto capire dall’ultimo bilancio disponibile, la CIPAG è in buona salute, il palazzo di prestigio che la ospita, nel pieno centro di Roma, è davvero incantevole e ben mantenuto lo dico a tutti coloro che non hanno ancora avuto il piacere di visitare, il consiglio e tutto l’entourage se la passa alla grande ed ancor meglio se la passerà nel 2018 visto l’incremento dei compensi messo a bilancio preventivo pari al 17,57 % , con l’aggravante che tali esborsi costituiranno la base di calcolo per le pensioni d’oro che sempre noi andremmo a sostenere una volta che i nostri rappresentanti usciranno di scena, però ragazzi capiamoci bene è tutto legale con tanto di certificazioni e sigilli borbonici. Detto ciò indovinate voi chi sono gli unici polli a passarsela male ed avere pessime prospettive per il futuro e soprattutto per la vecchiaia? Siamo noi geometri comuni mortali che lavoriamo 12 ore al giorno, spesso sabato e domenica compresa, all’occorrenza anche la notte, ove in tutto ciò ci è stato relegato l’esclusivo compito di sudditi funzionali al castello, al re ed alle sue dame.
Qualche collega probabilmente ingenuamente mi ha detto, ma loro sono dei manager, i loro compensi sono equiparati quelli dei dirigenti della politica e delle pubblica amministrazione, il ché non è che gli faccia tanto onere visto il degrado politico in cui riversa il paese, rispondo con fermezza che se i risultati raggiunti sono questi che vi ho narrato e le prospettive per il futuro ancor peggiori, credo che tale situazione non debba esser più tollerata e mantenuta. Non vorrei ritrovarmi in vecchiaia dopo 50 anni di duro lavoro, a ravanare nei cassonetti della spazzatura visto che neanche si trovano più per via della raccolta differenziata porta a porta. Vi garantisco che non sto affatto scherzando, invitandovi a riflettere ed a prendere posizione.
Il rapporto 4/1 prospettato, versi 4 e prendi 1 se sei fortunato ad arrivare vivo al traguardo della pensione è davvero deprimente ed inaccettabile, i nostri contributi se investiti in attività produttive e non devoluti al mantenimento del palazzo darebbero sicuramente risultati di gran lunga superiori, solo in tal caso le rappresentanze potevano esser definite manageriali. Nell’attuale situazione la CIPAG va considerata una TAX a fondo perduto e non un sistema previdenziale efficiente a sostegno della categoria, se in alternativa ognuno di noi versasse sul famoso conto Arancio della ING avremmo sicuramente il capitale versato e rendimenti degni di rispetto.
Per coloro che sono ancora perplessi della necessità di cambiare le regole del gioco, vi ricordo cosa è la nostra professione:
• Diploma di geometra, 5 anni
• Dura gavetta ante iscrizione all’albo che va spesso tra 5 e 10 anni, ove in un paese civile sarebbe riconosciuta gratuitamente ai fini pensionistici, altro che riscatto oneroso!
• Locali, attrezzature e formazione a nostro carico;
• Si cerca lavoro in solitudine e fatica in un mercato depresso poco e male regolamentato, con sempre più stress per espletare le pratiche e difficoltà per farsi pagare;
• Se si tarda a pagare i contributi si viene perseguitati a vita con sanzioni e tassi da usura, dove neanche la rottamazione del buon Renzi ha potuto tanto contro la casta, se invece si versa oltre il dovuto bisogna fare una specifica richiesta per ottenere il rimborso attendere il benestare e sperare che non sia già prescritto, come successo a molti di noi nei tempi antecedenti al portale web;
• Non abbiamo ferie pagate;
• Non abbiamo malattia pagata, a meno che non si sia ricoverati in ospedale oltre i 60 giorni;
• Non abbiamo coperture assicurative infortuni, nonostante si operi in un settore a rischio elevato;
• Non abbiamo tredicesima;
• Non abbiamo TFR, mentre sarei curioso di vedere quelli previsti per i nostri dirigenti in pianta stabile che sghignazzavano tanto nel corso del mio intervento;
• A 70 anni con il catetere appeso ai pantaloni, dopo 50 anni di duro lavoro, avremo una pensione fa fame, con il rapporto 4/1 tra versato e percepito;
• PEC gratuita, evviva
Con tutto il rispetto per gli operatori ecologici, credo che se avessimo fatto anche noi tale scelta ci sentiremmo più protetti ricompensati e gratificati.
Pertanto invito tutti a prendere consapevolezza della realtà, perdete qualche ora per analizzare quanto riportato, scaricate i bilanci, i curriculum blasonati dei nostri cari rappresentanti manager come li ha definiti qualcuno che poco ci rappresentano, nonché tutta la documentazione messa a disposizione sul sito della CIPAG e sul web dove ho raccolto ulteriori e preziose informazioni, uniti possiamo cambiare le regole del gioco, da soli possiamo soltanto subire questa indegna situazione sino a quando ci travolgerà in pieno e singolarmente gettandoci nella disperazione.
Pertanto vi dico
GEOMOBILITIAMOCI
Iscrivetevi al più presto all’associazione Geomobilitati come ho fatto io qualche giorno fa, dove si sta portando avanti una audace battaglia per il cambiamento, chi vorrà ulteriori chiarimenti potrà tranquillamente contattarmi in privato, cercherò di dare a tutti il mio modesto contributo.
Per chiarezza e correttezza dell’informazione vi dico che sto facendo tutto ciò non per ambizione personale e neanche perché sono al canto del cigno, ho sempre dichiarato un reddito di tutto rispetto ed il mio DURC è regolare, proprio per questo mi sento tradito ed in diritto di contestare questa triste realtà, non dobbiamo più accettare passivamente la situazione vessatoria descritta peggiore di quella che ci impone lo stato con il sistema fiscale, sul quale poco possiamo fare.
La cassa è dei geometri onesti che lavorano e non dei privilegiati che la rappresentano.
Diffondete questo post su tutti i canali social.
Salutoni a tutti i geometri di buona volontà, a presto.
Gaetano

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