Archivi autore: Andrea Savini

MODIFICA AGLI ARTT. 3 e 34 – PENSIONE DI ANZIANITA’

CASSA ITALIANA DI PREVIDENZA ED ASSISTENZA A FAVORE DEI GEOMETRI LIBERI PROFESSIONISTI – REGOLAMENTO PER L’ATTUAZIONE DELLE ATTIVITA’ DI PREVIDENZA ED ASSISTENZA A FAVORE DEGLI ISCRITTI E DEI LORO FAMILIARI
MODIFICA AGLI ARTT. 3 e 34
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PROPOSTA DI MODIFICHE REGOLAMENTARI
ABROGAZIONE ART. 3 E INTEGRAZIONE ART. 34

PENSIONE DI ANZIANITA’

Testo modifiche artt. 3 e 34-1

 

dal sito del collegio dei geometri di reggio emilia

06/12/2021 Comunicazione del Delegato Cassa – cancellazione pensione anzianità

Gentili Colleghi,

prima di tutto mi presento, sono Davide Giansoldati attuale Consigliere e Tesoriere del Collegio Geometri e Geometri Laureati e dell’Associazione Geometri di Reggio Emilia, giunto ormai al termine del secondo mandato da Consigliere e neo eletto Delegato Cassa Geometri.

Vorrei ricordare e porgere un ringraziamento per il lavoro svolto dal collega Fabio Sassi, Delegato dimissionario.

In poche righe desidero rimarcare l’importanza della comunicazione arrivata dalla Direzione Generale Cassa Geometri, in merito alle modifiche regolamentari del nostro sistema pensionistico. Tali variazioni derivano dal voto espresso dai Delegati durante il Comitato di Roma, svolto nelle giornate del 24 e 25 novembre 2021, alla proposta presentata dalla Presidenza, in merito all’abrogazione dell’articolo 3 del Regolamento che di fatto cancella la pensione di anzianità.

Dal primo gennaio 2022, come da comunicazione Cassa Geometri, entrerà in vigore il nuovo regolamento che prevede comunque la possibilità di richiedere la pensione di vecchiaia anticipata (con almeno 60 anni di età anagrafica e 40 di contributi), con riduzioni percentuali mensili sulla quota di pensione retributiva.

Pertanto mi rivolgo in particolare a coloro che hanno maturato i requisiti di anzianità ed intendono presentare domanda di pensionamento. Fino al 31 dicembre 2021 è possibile inoltrare l’istanza mantenendo invariato il calcolo pensionistico oggi vigente; dal nuovo anno, non essendo più in vigore l’articolo 3, a chi intende comunque procedere con la domanda di pensionamento anticipato rispetto ai 67 anni di età, verranno applicate le riduzioni sulla prestazione come da nuovo regolamento. (art. 34 comma 6 bis). Riduzioni che si ripercuoteranno anche sul calcolo delle pensioni in totalizzazione.

Come vostro Delegato vorrei comunicarvi che il voto espresso all’interno del Comitato dei Delegati appena concluso, in merito alla modifica regolamentare così come è stata presentata ed approvata, è stato contrario insieme alla minoranza di altri 30 delegati. Tali motivazioni non possono essere espresse in poche righe, ma i fattori che hanno portato a tale votazione sono molteplici e sono disponibile ad illustrarli qualora mi venga richiesto da ognuno di voi.

Per quanto riguarda tutte le informazioni e le domande pensionistiche, vi invito a seguire l’incontro informativo Cassa del 9 dicembre p.v. e a contattare la Segreteria del Collegio.

Vorrei augurare a voi e alle vostre famiglie un Felice Natale.

Il Delegato

Davide Giansoldati

Collegio Geometri e G.L. della

Provincia di Reggio Emilia

 


dal sito del collegio dei geoemtri di prato

https://geometriprato.it/HDDCloud/index.php/s/aPrgdYcutuyqKHd/download

Caro Presidente, cari Colleghi del Consiglio,
il Comitato dei Delegati che si è concluso giovedì u.s., oltre ad occuparsi dell’esame edapprovazione del bilancio preventivo per l’anno 2022 e delle valutazioni sullo stato delle società partecipate da Cassa, si è occupato della questione già anticipata nelle commissioni legislativa e dei referenti che si sono succedute a partire dalla ripresadelle attività delle stesse dopo la pausa estiva; la riforma del nostro sistema pensionistico.
La questione, già dibattuta ed analizzata nei principi e nei suoi termini generali nel corso delle nostre riunioni regionali, è stata posta al Comitato dei Delegati.
La riforma, certamente di forte portata in quanto la sua applicazione stralcia l’uscita per anzianità, lascia invariate l’uscita per vecchia anticipata e per vecchiaia (rispettivamente a 67 anni e a 70 anni).
Contemporaneamente al fine di preservare eventuali progetti già programmati da chi, prossimo al traguardo dell’uscita per anzianità (40 anni di iscrizione alla Cassa e 60 di età anagrafica), si è pensato, ed in tal senso deliberato, di consentire comunque tale uscita disincentivandone però la richiesta – che altrimenti andrebbe ad anestetizzare gli effetti della riforma – applicando delle penalizzazioni nella quantificazione della prestazione, nell’ordine dell’ 1% per ogni mese che separa l’eventuale richiedente dal
compimento del sessantasettesimo anno di età, con una penalizzazione minima del 12% per chi richieda l’uscita dopo aver compiuto il sessantaseiesimo anno.
Troverai qui allegato il testo a fronte delle modifiche apportate agli articoli 3 e 34 del nostro regolamento per l’attuazione delle attività di previdenza, dalla cui lettura meglio potrai comprendere ed interpretare quanto fino a qui detto. La delibera assunta dovrà essere adesso approvata dai ministeri vigilanti.
Il Presidente Diego Buono ti avrà già inviato una comunicazione con la quale invita te ed il Consiglio per una illustrazione sui termini della manovra, che si terrà nel primo pomeriggio del 1° dicembre p.v.
Ti anticipo che il provvedimento è stato deliberato a larga maggioranza, d’altronde era comprensibile che fosse così in quanto, la decisione da assumere, nei confronti della quale nessuno ha negato il fondamento, non era certamente delle più popolari ed era oggettivamente fisiologico che si manifestassero dei distinguo oppure che si proponessero soluzioni alternative comunque volte ad affrontare in modo forse meno
efficace lo stesso scopo.
I Delegati della Toscana, dopo averlo valutato, hanno condiviso il provvedimento ed hanno manifestato con il documento qui allegato la loro dichiarazione di voto.
Siamo consapevoli che la dichiarazione allegata non comprenda tutte le motivazioni che hanno portato noi Delegati ad esprimere un giudizio positivo; d’altronde non può essere che così, trattandosi di un documento fortemente riepilogativo la cui essenzialità alla fine altro non è che la manifestazione di assenso e di condivisione della proposta.
Gli elementi fondamentali che hanno determinato la nostra scelta, così come quella della maggioranza dei Delegati, sono da collocare in una più ampia valutazione del sistema previdenziale pubblico e privato che, nei termini di uscita previsti anche nella ormai previgente nostra anzianità, non sono assolutamente più sostenibili in quanto basati su un sistema eccessivamente premiante a scapito delle più giovani generazioni
che si trovano già, e si troveranno ancora di più in un futuro ormai prossimo, a sostenere un debito previdenziale generato da altri.
Sicuramente il Presidente mercoledì prossimo estenderà e meglio illustrerà questo tema.
Nella delibera assunta vi sono delle particolarità e delle conseguenze per gli iscritti che, pur se non esplicitate, si avvereranno sulla scorta dell’applicazione delle norme contenute nel regolamento.
Due sono gli aspetti che penso possa valere la pena di accennare in questa nota:
– Il trattamento pensionistico, anche per chi vorrà optare per una uscita anticipata rispetto al compimento del sessantasettesimo anno di età, verrà calcolato sulla scorta di quanto previsto nell’uscita per vecchiaia anticipata (e non più per quello previsto dalla cessata uscita per anzianità): questo si traduce nell’applicazione del calcolo della quota parte retributiva non fino al 31/12/2006 ma al 31/12/2009;
– Gli anni irregolari ai fini del conseguimento del requisito necessario per maturare il diritto alla pensione, saranno anche quelli nei quali non è stato raggiunto il volume di affari minimo previsto per la ormai ex uscita dell’anzianità.
A quanto sopra è importante aggiungere che, a fronte di un indubbio sacrificio (per alcuni potrebbe essere tale), derivante dalla posticipazione della soglia di uscita ne deriverà, a nostro parere, un beneficio per il pensionato (che non richiederà l’uscita anticipata) di ricevere un assegno che gli darà modo di affrontare con più serenità il periodo successivo alla sua definitiva uscita dal mondo del lavoro.
Certo che quanto sopra non possa essere considerato come esaustivo delle
considerazioni necessarie, presto fino da adesso la massima disponibilità, mia e di chi ci rappresenta nelle commissioni legislativa e referenti così come quella di Gianni che ci rappresenta tutti nel Consiglio di Amministrazione, per approfondire quanto ritenuto da Te e dai Colleghi necessario.
Nella convinzione di avere bene operato, invio cordiali saluti.
Il Delegato per il Collegio di Prato
Alessandro Nincheri

fondazione geometri emilia romagna repubblica san marino

quando feci un accesso agli atti per vedere qualcosa di una delle fondazioni che sono costretto a pagare (fondazione geometri emilia romagna), mi meravigliai di vedere una spesa o un “progetto” di collaborazione, o qualcosa del genere, con l’università di san marino. un ente non solo universitario, ma pure estero. ovvio che, essendo io un po’ sospettoso, ho storto il naso.

mi vennero date senz’altro giustificazioni che non ricordo ora, ma del tipo …che sono pregetti in ambiente promozione CAT o ITS…comunque promozione scuola

imparo in questi giorni che un dirigente nostro aveva, e forse ha ancora, una docenza a contratto che nei racconti non mi era stato detto. sia chiaro …sono spiccioli. non è il costo, non è chi li riceve, non è chi li sostiene.

è il sistema!

…intanto i CAT chiudono per mancanza di iscritti. ma che fare? …non volevi buttarli in quel settore?!

vedi pagina università di san marino

 

 

 

 

 

 

 

 

indagine conoscitiva cancellazione

non è la prima indagine che ricevo. ne avrei altre da pubblicare.

è noto, a chi è del mestiere, che una indagine che ti propone solo cose belle non è una indagine che abbia senso. non è la prima volte che ho la sensazione che le indagini servano solo per autoincensarsi oppure per dimostrare a qualche ente pubblico di controllo che i servizi, che i collegi non potrebbero fare, in realtà siano risposte alle insistenti richieste degli iscritti. sappiate che così non è.

a prescindere dal fatto che a nessuno frega nulla, pensate che alle ultime votazioni casse (si vero in covid) si sono presentati a votare un decimo degli iscritti, per altro sollecitati.

però ….se vuoi buttare denaro nel giro delle assicurazioni, grande amica in questi anni – per esempio – è unipolsai, allora devi mettere in moto un meccanismo che ti possa giustificare di averlo fatto per risposta alle richieste.

a qualcuno, per esempio, è arrivato questo questionario ADEPP. noi non ci facciamo mancare iscrizioni a nessuna associazione. ADEPP

indagine conoscitiva rivolta agli iscritti CIPAG CASSA GEOMETRI

 

un articolo su FICO – parco espositivo alimentare – sul quale anche i geometri centrano

allego di seguito un articolo, che rimbalzava in rete, non tanto per entrare in una penosa disputa evidentemente politica la quale, benchè giustificata dalla pandemia, si sapeva sarebbe comunque stata un fallimento, ma per evidenziare i meccanismi di copertura finanziara publica che vengono descritti.

anche i collegi e la cassa dei geometri sono enti pubblici, benchè privatistici, e anche il mondo dei geometri ha partecipato ad investimenti quantomeno nell’urbanizzazione di Fico.così …per dire. e se si vuole …anche per sospettare.

di seguito l’articolo, fonte “quotidiano on-line Rimini 2.0”

I fratelli Raschi lasciano Fico, il Comune di Rimini insiste (coi nostri soldi)

“Purtroppo Fico ha visto interrompersi il suo sviluppo a causa della pandemia e in un momento come questo non ci è sembrato opportuno rinnovare il contratto in scadenza proprio nel periodo di cessata attività”. Lineare il ragionamento del gruppo Guido Srl che fa capo ai fratelli Gianpaolo e Gianluca Raschi. In base a questa semplice presa d’atto della realtà ha deciso di mettere la parola fine al “Mare di Guido” all’interno di Fico Eataly World e puntare sui propri locali riminesi.
Il Comune di Rimini, invece, continua ad investire in Fico i soldi dei riminesi. La news è quella che abbiamo pubblicato a gennaio: nonostante la pandemia, che ha avuto ripercussioni pesanti anche su Fico, l’amministrazione comunale ha rinnovato l’accordo anche il 3 marzo scorso, sganciando altri 24milae 500 euro, portando il totale della spesa, dagli inizi ad oggi, a favore del parco agroalimentare di Farinetti, a quasi 75mila euro.
La notizia è diventata una interrogazione in consiglio comunale, presentata dal consigliere di Fratelli d’Italia Carlo Rufo Spina, che ha avuto l’onore di ricevere una risposta di pugno dal sindaco Gnassi. Cinque pagine nelle quali divaga non poco, saltando dal Contry Index alla Food Valley passando per Al Meni e il turismo di prossimità.

Dall’inizio. «Come noto Fico Eataly World, ideato dall’imprenditore progressista, amico di ogni genere di sinistra, Oscar Farinetti, è in costante perdita di diversi milioni annui», ha argomentato Rufo Spina. «Lo stesso Farinetti, costantemente interpellato in merito alle deludenti performance della sua creatura, non manca mai occasione di sottolineare che “è un’attività, quella di Fico, che non prevederà mai guadagni, non chiediamo e non abbiamo finanziamenti pubblici”. Non comprendo però bene cosa intenda il Sig. Farinetti per “finanziamenti pubblici”. Evidentemente intende limitarsi ai finanziamenti inseriti a bilancio dello stato quali rinvenibili nella cosiddetta legge di bilancio approvata dalle camere a fine dicembre. Perché, diversamente, i soldi pubblici Fico li prende eccome, dato che gli enti pubblici, meglio se “amici”, i soldi pubblici dei contribuenti li stanno spendendo e nemmeno pochi». E ha aggiunto: «Tra questi comuni non poteva mancare quello di Rimini. Evidentemente Gnassi ha visto in Fico la gallina dalle uova d’oro per “intercettare nuovi flussi turistici”. «E’ così che a seguito dell’adesione all’accordo di collaborazione di cui alla delibera di giunta comunale n. 87/2017 è stato chiesto all’amministrazione comunale di essere presente all’interno del parco, con un desk promozionale dove promuovere tutte le opportunità turistiche culturali e storiche che offre il nostro territorio. L’accordo è stato rinnovato di anno in anno, nonostante i bilanci di Fico e l’arrivo della pandemia».
L’ultima determina dirigenziale copre anche tutto il 2020, nonostante il Covid abbia azzerato ogni attività commerciale. «Sospeso tutto tranne il soccorso rosso a Fico», sottolinea Spina. «Ci si chiede se davvero uno stand di 12 mq al costo di 25 mila euro l’anno rappresenta la chance imperdibile per la promozione turistica di Rimini. Soprattutto in un momento storico come l’attuale in cui le casse comunali sono desolatamente al verde». Il consigliere comunale concludeva la sua interrogazione chiedendo di «interrompere immediatamente, non rinnovare e al limite recedere subito da ogni forma di sponsorizzazione onerosa a carico del comune di Rimini in Fico».

Ma il sindaco Gnassi non la pensa allo stesso modo e non ragiona come il privato che gestisce i propri denari ed è costretto a fare delle scelte dettate da oculatezza.
«Lo studio più importante a livello internazionale (Futurbrand) che misura la forza di un brand Paese ci ha confermato pochi mesi fa (Contry Index 2020) che l’Italia ha un punto di forza unico al mondo che la colloca al primo posto tra le mete turistiche più ambite e desiderate a livello internazionale», attacca il primo cittadino nella risposta alla interrogazione di Spina. E poi via con il «grande tesoro» delle nostre eccellenze enograstonomiche, non sfruttato però. E allora ci hanno pensato Apt Servizi, le Destinazioni turistiche e il Comune di Rimini a «sviluppare progetti nel solco della Food Valley lungo la via Emilia, per intercettare nuove motivazioni di vacanza e la voglia del turista di coniugare l’identità del territorio con la conoscenza dei produttori e la magia di un piatto ineguagliabile». Tutti concetti che sulla carta potrebbero anche non fare una piega, se non fosse che la pandemia il turista l’ha reso ormai una specie in via d’estinzione e la ristorazione è stata soppressa dai ripetuti lockdown.
Segue la valorizzazione della Fabbrica contadina di Farinetti, «una scommessa di forte attrattività per il turismo» e quindi il sindaco comincia ad avvicinarsi al tema: «Per il territorio riminese che sta investendo da tempo impegno e risorse sulla filiera del food, anche come leva di attrattività turistica, essere presente a Fico, come nell’aeroporto Fellini e Marconi e negli asset principali per lo sviluppo dell’offerta di ospitalità, rappresenta un ulteriore passo nella più ampia strategia volta a rafforzare la presenza di Rimini e della sua Riviera negli hub di arrivo e partenza di viaggiatori, come aeroporti, stazioni, piattaforme logistiche, nonché una importante vetrina per la nostra piattaforma di soggiorno, con l’obiettivo di cavalcare il fascino dei nostri diversi territori attraverso prodotti unici, chef famosi nel mondo, attrattive ed eventi come Al Meni».
La questione, anche in questo caso, è però un’altra: se c’è qualcosa da cavalcare va benissimo partire al galoppo, ma se l’hub sul quale si decide di puntare si dimostra, al di là delle migliori intenzioni, un po’ debole, allora è meglio prenderne atto a indirizzare altrove l’attenzione e le risorse pubbliche. Perché di questo si parla, di denari dei cittadini, che bisognerebbe investire dove conviene davvero.

Il sindaco ribadisce che nei primi due anni di apertura Fico ha attratto visitatori. Ma poi? A parte che dopo il primo anno i problemi hanno già cominciato a manifestarsi, se si leggono le relazioni sulla gestione ai bilanci la verità emerge in tutta la sua chiarezza: «I visitatori “italiani fuori Bologna” e stranieri sono aumentati ma non abbastanza per sopperire alla perdita di presenze dei bolognesi, calati dopo il primo periodo di novità. L’analisi dei dati relativi ai visitatori ha mostrato un basso indice di fedeltà, seppur influenzato dai visitatori stranieri, per i quali solo il 7% è venuto a Fico più di una volta. La maggior parte dei clienti persi sono bolognesi, che calano del 32%».
Fico è stato sostenuto a spada tratta dal sindaco di Bologna Virginio Merola e dal presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, quindi dal sistema politico oltre che da quello della cooperazione emiliana. A cascata i territori a guida Pd hanno fatto la loro parte per portare un po’ di acqua al mulino di Farinetti.
Nel 2017, spiega Gnassi, Fico è stato generoso col Comune di Rimini, mettendo gratuitamente a disposizione i famosi 12 mq. Ma il parco è stato inaugurato il 15 novembre 2017, quindi si è trattato di un omaggio davvero piccolo. Poi dal 2018 il Comune ha pagato (Iva inclusa) poco meno di 25mila euro. «La tariffa richiesta al Comune di Rimini per le tre annualità a pagamento risulta inferiore a quella normalmente praticata all’interno del parco e comprende tutta una serie di servizi (energia elettrica, sorveglianza e assistenza video)», prosegue Gnassi. Che non fornisce dati concreti e dettagliati per valutare l’effettiva efficacia dei tre anni trascorsi a Fico.
Però, conclude, «a causa della chiusura del parco agroalimentare dovuta all’emergenza sanitaria da Covid 19, la società Eataly World srl ha concesso l’utilizzo gratuito dello spazio per tutto l’anno 2021 e sino al 9 gennaio 2022». Magra consolazione, visto come sta andando anche questo inizio di 2021 e come, prevedibilmente, trascorreranno i prossimi mesi, fra zone gialle e arancioni, speriamo anche non rosse.

 

Cassa Geometri – la Cassazione conferma la potestà regolamentare della Cassa in materia iscrittiva

di seguito la sentenza della cassazione del 19/02/2021 n 4568 della quale si fa riferimento nell’articolo della cassa geometri

sentenza della cassazione del 19022021 n 4568 a favore della cassa geometri

questo l’artico della cassa geometri

Roma, 23 febbraio 2021– “Con una sentenza dello scorso 19 febbraio, la Corte di Cassazione, superando il proprio precedente orientamento, ha finalmente confermato la potestà regolamentare della Cassa in ordine ai criteri iscrittivi ha dichiarato il Presidente della Cassa Geometri, Diego Buonosposando la tesi che da sempre la Cassa sostiene, ossia che l’iscrizione all’albo professionale sia condizione sufficiente per rendere obbligatoria l’iscrizione alla Cassa, anche quando la professione sia svolta in maniera non continuativa”.

Con sentenza n. 4568/2021, la Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ha affermato la legittimità delle norme relative all’iscrizione alla Cassa degli iscritti all’albo e al pagamento dei contributi minimi a prescindere dal reddito, ritenendo che le stesse siano la legittima espressione di esercizio dell’autonomia regolamentare della Cassa all’esito della sua privatizzazione.

Superando il proprio precedente orientamento, espresso con sentenza n. 5375/2019, e effettuando una ampia ricostruzione dei principi di diritto, il Giudice di legittimità ha statuito che “l’iscrizione all’albo professionale è condizione sufficiente al fine dell’obbligatorietà della iscrizione alla cassa, e l’ipotetica natura occasionale dell’esercizio della professione è irrilevante ai fini dell’obbligatorietà dell’iscrizione e del pagamento della contribuzione minima. Ne deriva, secondo la Corte, che per i soggetti tenuti all’iscrizione alla Cassa non rileva la mancata produzione effettiva di reddito professionale, essendo comunque dovuto un contributo minimo, e ciò in ogni caso e anche nell’ipotesi di dichiarazioni fiscali negative.

Si tratta di un arresto fondamentale – prosegue il Presidente Buono – perché per la prima volta la Cassazione entra nel merito dell’attività che la Cassa svolge per contrastare l’elusione contributiva e la concorrenza sleale nei confronti di chi versa regolarmente la contribuzione, facendo finalmente chiarezza”.