contributo soggettivo Accessorio

scriverò tutto quello che so sull’accessorio dopo due gradi di giudizio. al momento li ho vinti entrambi ma, a prescindere dal finale, sono stato obbligato ad andare in causa per comprendere il meccanismo anche per colpa delle totale mancanza di dialogo con la Cassa. tu non puoi argomentare e chiedere chiarimenti. non appena esci dagli schemi delle risposte banali, ti trovi un muro. è una Cassa amministrata malissimo e per me lontana dall’etica che preferisce andare in causa purché ammettere le proprie negligenze. ti sei cancellato? non fai più parte della famiglia.

mi permetto intanto di diffondere un appunto importante.

Centinai tra presidenti etici e delegati promossi dagli stessi, non vogliono vedere che la cipag amministrata da Diego Buono e dalla Dott.ssa Maria Luisa Caravita di Toritto, chiede un contributo soggettivo in più rispetto agli effettivi anni di iscrizione. l’accessorio non esiste, è un contributo soggettivo. Il contributo soggettivo deve essere uno solo nell’annualità. invece, chi va in pensione dopo essere stato iscritto continuativamente x 40 anni se ne trova addebitati 41. chi si cancella e si riscrive, si troverà a pagarne 2 in più all’atto delle rispettive cancellazioni. chi si cancella 3 volte ne pagherà 3, ecc.

Nonostante la possibilità di poter intervenire, per regolamento, per sistemare l’errore compiuto con l’approvazione della delibera che ha creato l’inesistente accessorio, preferiscono tutti restare in silenzio e lasciare le cose come sono assecondando il volere dell’uomo al vertice. Questo è uno scorcio del pessimo equilibrio del nostro mondo che, sull’appartenenza e sull’etica dovrebbe poggiare le proprie basi.

A ragione del vero, il comma che diede origine all’inesistente contributo accessorio, venne proposto dal un ex presidente, Fausto Savoldi, ideatore anche delle SGR.